Portiamo piante a scuola/ Il verde serve per educare a un ritorno alla natura

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(Foto d’archivio)

L’eccellente ed encomiabile idea dell’ingegner Pagliula di accogliere gli studenti al loro rientro a scuola con una pianta per ingentilire i tetri corridoi, o un albero per gli sterili giardini, ci induce a considerare con particolare attenzione recenti avvenimenti come la raccolta di rifiuti nella zona Conchiglie organizzata da Coordinamento ambientale Salento (Cas), a cui noi stessi abbiamo partecipato come Isde Medici per l’Ambiente e Lega navale italiana Santa Caterina, e la costante attività di numerose organizzazioni indipendenti estremamente attente e attive per quanto riguarda il degrado ambientale.

Sono proprio questi spontanei movimenti che con grande impegno, libertà di pensiero e ricerca ci permettono di alimentare un filo di speranza per il futuro che sembra sempre più precipitare verso un consumismo autodistruttivo. Speranza in un progressivo mutamento della cultura di base, quella cioè che guida le nostre scelte quotidiane così attentamente studiate e indirizzate verso consumi inconsapevoli e spesso inutili se non dannosi, verso una consapevolezza di sé, della propria salute e del proprio benessere che non possono che scaturire dal rispetto per l’ambiente naturale in cui siamo immersi e da cui dipende non solo il nostro benessere ma la nostra possibilità di vita.

Un mondo nuovo per le nuove generazioni

Non dimentichiamo che il mondo vegetale, quindi la biodiversità, costituiscono la base di esistenza di qualsiasi forma di vita e che, conseguentemente, la possibilità di nutrizione sia di vegetariani che di vegani e onnivori dipende sempre da un ambiente equilibrato in cui la biodiversità vegetale abbia la possibilità di esprimersi secondo natura.

L’offerta di una pianta a ogni scuola si inserisce perfettamente in questa logica e può diventare l’occasione per approfondire la conoscenza scientifica dell’ambiente, delle strutture sociali, così come l’elaborazione di progetti e attività capaci di invertire il trend attuale e di aprire prospettive e opportunità alle nuove generazioni.

L’ingegner Pagliula lascia poi intendere che ritiene necessario e opportuno creare un concreto coordinamento tra le molte piccole associazioni ambientaliste, così da poter avere peso decisionale o quanto meno di indirizzo nei confronti delle istituzioni, mettendo a disposizione esperienze, conoscenze e capacità di chi… “dà buoni consigli non potendo più dare il cattivo esempio” (“Bocca di rosa”, De Andrè).

Carlo de Michele