Piano scolastico provinciale, è caccia agli Alberghieri: Gallipoli sogna, scontro Otranto-Santa Cesarea Terme

La proposta di un unico Istituto dell'Adriatico bocciata dalla Provincia

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Gallipoli – Anche quest’anno, come ogni anno in questo periodo, è scoppiata la “guerra degli Alberghieri”, la corsa cioè ad inserire la propria richiesta di nuova istituzione nel piano scolastico provinciale, da inviare per l’approvazione alla Regione. C’è chi ne vorrebbe uno tutto suo, come Gallipoli, e chi propone un accorpamento alla pari per evitare il dimensionamento, cioè la perdita dell’autonomia per scarsità di iscritti, ricevendone un netto diniego, protagonisti Santa Cesarea Terme e Otranto. (nella foto l’Istituto Aldo Moro di Santa Cesarea Terme)

 La vecchia speranza di Gallipoli “Ecco i risultati di un ottimo lavoro di squadra, un prezioso dialogo tra l’Amministrazione, gli Istituti scolastici e l’Ente Provincia che mi onoro di rappresentare – afferma Titti Cataldi – e non solo il punto Cpa (centro per adulti) trasferito da Casarano a Gallipoli. Sono stati attivati indirizzi preziosi che avranno fruttuose ricadute sul territorio”. Il riferimento è all’Istituto Giannelli di Parabita (1.118 studenti) che per la sede gallipolina  (al “Da Vinci”) vedrà “attivato il nuovo indirizzo Pesca commerciale e produzioni ittiche”, dopo che il Consiglio d’Istituto “ha tenuto in debita considerazione la richieste del Sindaco di Gallipoli Stefano Minerva”. La consigliera Cataldi sottolinea poi l’indirizzo sportivo presso il  Liceo scientifico con la formazione di tecnici specializzati nel settore.

Ecco ricomparire il sogno chiamato Alberghiero. Nella nota della consigliera provinciale di Gallipoli si dà per certo che “l’Istituto Amerigo Vespucci di Gallipoli attiverà l’indirizzo Enogastronomia e ospitalità alberghiera per soddisfare e specializzare la vocazione turistica del territorio e creare figure di alta professionalità nel settore della ricezione e della ristorazione”. La Provincia ha detto sì, facendo propria la richiesta, come per il Da Vinci e per lo Scientifico. Ma potrebbe non bastare, come non è bastato in un passato lontano e più recente. Sempre la stessa la risposta da Bari: nel giro di una ventina di chilometri sullo Jonio ce ne sono già due, ad Ugento diramazione del “Bottazzi” di Casarano e a Nardò preso il “Moccia”. “Ma questa è la volta buona”, dicono convinti a Gallipoli. Si vedrà.

Non ha possibilità di riuscita invece il rilancio (poiché anche qui se ne parla da un po’ di tempo) dell’idea di un unico Istituto alberghiero dell’Adriatico, sintesi dell’Istituto professionale “Aldo Moro” di Santa Cesarea Terme con una popolazione scolastica di 1.314 unità, e il Professionale di Otranto, 625. Qui la Provincia ha già detto di no nella deliberazione di fine novembre, accogliendo la richiesta di Otranto di “mantenimento dell’attuale assetto”, come stabilito dal Consiglio d’Istituto del 12 ottobre scorso, quindi esprimendosi per il “mantenimento della propria identità ed autonomia”.

Le motivazioni dell'”Aldo Moro” Da Santa Cesarea era partita la proposta di una fusione tra le due scuole per una “razionalizzazione dell’offerta formativa unicamente nella ipotesi di un dimensionamento dell’Ipseoa di Otranto, già sede coordinata di questo Istituto fino all’anno scolastico ’87-’88”. La fusione con la nascita dell’Istituto alberghiero del’Adriatico”. In subordine, il Professionale di Santa Cesarea chiede di “poter fruire di ambienti didattici disponibili presso il grande edificio che ospita l’ex liceo artistico “Nino Della Notte” di Poggiardo, notoriamente con utenza più che sottodimensionata e attualmente abbinato all’Ipseoa di Otranto”.

Il verdetto della Provincia “Si conferma l’attuale assetto organizzativo trattandosi di Istituto già sovradimensionato” è il verdetto di Palazzo dei celestini di Lecce all’indirizzo dell’Alberghiero di Santa Cesarea Terme. Per la Provincia “l’Ipseo di Otranto è in possesso dei requisiti numerici necessari per il mantenimento del’autonomia”. Per l’autonomia scolastica, salvo eccezioni, un Istituto deve avere in media 950 iscritti, una soglia non facile da raggiungere con un denatalità che ha colpito anche il Salento (come l’Italia intera) e con la decrescita conseguente della popolazione scolastica.