Piano coste a Galatone: il Comune ricorre al Tar contro le prescrizioni della Regione

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Località La Reggia – Galatone

Galatone – Il Comune di Galatone ricorre al Tar contro le osservazioni della Regione sul Piano coste. Palazzo dei Domenicani affida ad legale esterno l’incarico di opporsi alla determinazione del 31 gennaio scorso (pubblicata a febbraio), con cui Bari bocciava alcuni contenuti della pianificazione del litorale progettata dall’Amministrazione guidata da Flavio Filoni, perché la determina risulterebbe “lesiva dei diritti dell’ente, in quanto lo priva – si legge nel provvedimento adottato dalla Giunta lo scorso 13 marzo – di rilasciare concessione con servizi per l’unica spiaggia libera ricadente nel territorio comunale”.

La dirigente del dipartimento Autorizzazioni ambientali della Regione aveva di fatto approvato il Piano del Comune ma con specifiche prescrizioni: no alla spiaggia libera attrezzata prevista nella zona La Reggia-Montagna spaccata e parcheggi solo nelle aree dove non sono presenti specie naturalistiche, con divieto assoluto dell’uso di mezzi a motore sulla costa.

Il ricorso al Tar

Ora il Comune non ci sta, e si rivolge al tribunale amministrativo: non senza polemiche, però, visto che l’associazione Galatone Bene Comune punta il dito contro la maggioranza parlando di un’azione messa in atto “in piena soffocante emergenza coronavirus” e “negando il coinvolgimento dell’opinione pubblica”. L’associazione presieduta da Sebastiano Zenobini, che insieme al consigliere regionale Cristian Casili (Movimento 5 Stelle) ha fatto presente in più sedi le proprie rimostranze sul progetto, punta i fari anche sui quasi 8.000 euro affidati al legale esterno, e sul fatto che “il progetto difeso a spada tratta colloca l’attrezzatura in concessione non sulla fascia compatibile con la balneazione, ma su quella di elevata pericolosità geomorfoligica”.

Daniela Colazzo

Che la questione avrebbe avuto seguito era chiaro dal “rimpasto” in Giunta voluto dal Primo cittadino circa un mese fa. L’ormai ex vice e assessore all’urbanistica Daniela Colazzo aveva indicato il tema come causa della rottura con Filoni: «Ho sottoposto al Sindaco i risultati ottenuti sul Piano urbanistico e i necessari interventi sul Piano coste. Il confronto – dichiarò l’ex assessore – sebbene nei confini della dialettica politica, si è acceso palesando tutto il dissenso riguardo l’adozione dei necessari criteri di pianificazione territoriale».

Ma anche Filoni, dal canto suo, aveva paventato le carte bollate, con la nuova vice Caterina Dorato, avvocato, che ha visto affidarsi anche la delega all’Urbanistica: «Nell’attribuzione di tali deleghe – scriveva il sindaco – sono stati valorizzati i criteri di professionalità legale che oggi sovrintendono in maniera preponderante la predisposizione di ogni atto di pianificazione».