Pescatori, ma non pescatrici: perché? Contro i gap di genere progetto internazionale con Gallipoli, Castro e Tricase. Il tentativo di Antonia

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Gallipoli – Perché ci sono i pescatori e mai le pescatrici? Perché la pesca è di fatto riservata agli uomini? Parte da questo stereotipo di genere per riflettere anche sugli altri il progetto “Sea sisters”, sorelle del mare, che ha avuto nei giorni scorsi la piena adesione del Comune di Gallipoli, per iniziativa unanime della Commissione Pari opportunità.

Patrocinio e contributo di 3mila euro ad una iniziativa che darà risalto anche alla città e che ha come obiettivo la realizzazione di un film lungometraggio “di respiro internazionale ambientato tra Puglia e Norvegia, creando un collegamento che attraversa tutta Europa”, come si legge nella deliberazione della Giunta comunale guidata dal Sindaco Stefano Minerva.

Il ruolo delle donne nella pesca pugliese

Nei primi giorni di dicembre il progetto è stato presentato ufficialmente a Sindaco e commissione Pari opportunità da Brunella Fili, produttrice cinematografica e amministratrice della Officinema Doc srls ed è stato promosso dopo una ricerca voluta da più soggetti tra cui la Coldiretti regionale, che ha indagato proprio sul ruolo femminile nella pesca pugliese.

I gap di genere, la gender discrimination e le uguali opportunità saranno trattate con un respiro internazionale. Testimonial dalla Norvegia Sandra, una donna che dopo un  conflitto con la famiglia, ha realizzato il sogno di diventare pescatrice e guidare il proprio peschereccio “unica donna in un mondo esclusivamente maschile”, come si rileva della deliberazione comunale.

Dalla Norvegia l’unica donna pescatrice

Lo stesso atto riporta alla memoria un caso tutto gallipolino, quello di Antonia, che avrebbe voluto portare avanti quella tradizione familiare ma che si scontrò con la dura opposizione dei suoi, ancorati a “stereotipi culturali che non riconoscono alle donne lo stesso diritto al lavoro nel mondo della pesca”.

Intorno a “Sea sisters” ruoteranno eventi e attività varie come laboratori didattici con insegnanti, associazioni, Istituti scolastici ed altre iniziative promozionali in collaborazione con Itituzioni come i Comuni di Tricase e Castro, Apulia film commission, il Gal Terra d’Arneo, l’associazione Magna Greacia, le Università di Bari e di Florianopolis (Brasile), Mujeres do mar, (Portogallo), Aktea network (Francia). Il costo complessivo del progetto è di 400mila euro.