Pescatori dispersi, partita colletta per altri 10 giorni di ricerche con barca speciale. “Non perdiamo la speranza di poter piangere su di una tomba”

Occorrono 25mila euro: "Noi da soli non ce la facciamo" dicono i familiari

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Gallipoli – Un sonar particolarmente sofisticato montato su di una barca di una società romana ma progettata e costruita a Gallipoli: è affidato a questo forse l’ultimo tentativo di trovare i corpi dei due pescatori dispersi nella notte tra il 4 e 5 febbraio scorsi nelle acque di Pescoluse, marina di Salve. L’esito non è garantito ed è anche costoso. Per fare ciò serve l’aiuto di tutti: un appello alla solidarietà concreta è partito oggi.

IT20 Z031 2779 6700 0000 0002 156 è l’Iban a cui fare riferimento. Causale dell’auspicato versamento (non importa di quale importo sia) è “versamento di solidarietà – naufragio Pscoluse del 5 febbraio 2019”. “Non possiamo farcela da soli e non possiamo nemmeno attendere oltre”, dice Mirco Casarano (foto sotto, nella redazione di piazzasalento), il cognato del capobarca Fabrizio Piro scomparso in mare insieme al collaboratore Damiano Tricarico di Tuglie. Unico superstite il figlio di Fabrizio, Cosimo.

Per il trasporto dell’imbarcazione da Fiumicino a Torre Vado (Morciano di Leuca) via terra e dieci giorni di ricerche con tutti gli annessi e connessi (vitto, alloggio, ormeggio, autorizzazioni) il totale dà 25mila euro in base al preventivo concordato con la Globe Exploration srl di Roma. La motobarca si chiama Andromeda ed è attrezzata con speciali apparecchi tecnologici.

Il natante lungo dieci metri è nato a Gallipoli presso il cantiere Conarg dei fratelli Roberto e Antonio Giurgola. Secondo il cronoprogramma predisposto, il mezzo marino raggiungerà Pescoluse il 5 marzo e il 6 darà il via alle ricerche. Il sonar a scansione laterale (Side Scan Sonar) sarà ubicato o sotto l’imbarcazione o al traino, a seconda delle condizioni meteo e mapperà il fondale marino interessato. In caso di condizioni avverse, si dovranno comunque versare mille euro alla Globe Exploration.

Si partirà dall’esplorazione delle tre secche su cui l’Aurora (la motobarca del naufragio, ndr) aveva calato il conzo – dice Casarano – noi le conosciamo bene, sono particolari e con tagli profondi; poi andremo avanti”. Gli specialisti si coordineranno con la Guardia costiera di Galiipoli, cui spetterà la predisposizione di un piano di sicurezza nel braccio di mare interessato.

L’appello alle Istituzioni “Abbiamo chiesto un sostegno al Comune, alla Provincia e alla Regione e siamo fiduciosi di essere considerati: vogliamo ancora coltivare una sia pur minima speranza di dare una degna sepoltura a chi purtroppo non c’è più”, conclude Casarano (nella foto con Mino Piro).

Intanto sul posto sono tornati ad operare i sommozzatori della Guardia costiera provenienti dal centro di San Benedetto del Tronto. “In queste ore stanno seguendo una particolare corrente – informa il comandante Pasquale Mazza – che porta verso nord”.