Per stare qui si paga

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VISTA MOZZAFIATO Dalla prossima estate si potrà venire a Gallipoli da turista dopo aver pagato la tassa di soggiorno. Nelle città in cui è stata applicata, tra cui Ugento, è stato un
successo (foto di Alessandro Magni)

Gallipoli. L’Amministrazione comunale, retta dal sindaco Francesco Errico, punta diritta all’istituzione dell’imposta di soggiorno fin dall’avvio del nuovo anno. Il Comune sta lavorando alla definizione del regolamento  tanto per adeguarsi agli standard nazionali e del federalismo municipale, e perché no, anche per rimpinguare casse e introiti da riutilizzare proprio nel campo del turismo e migliorare l’offerta e i servizi sul territorio.

Criteri, tariffe e modalità di attuazione dell’imposta per i turisti, che per il 2013 dovrebbe andare definitivamente in vigore, sono già al vaglio degli amministratori e degli operatori del settore. Per tracciare una linea di condotta comune e condivisa. Tant’è che un primo confronto ravvicinato tra le parti si è già svolto in Comune in sede di commissione Bilancio. E la tassa o imposta di soggiorno per i turisti sarà dunque una delle prossime novità in arrivo in previsione della nuova stagione estiva e sulla quale avevano già iniziato a lavorare gli uffici comunali dopo l’input dell’ex commissario straordinario Mario Ciclosi. Giusto il tempo di rivedere e magari integrare l’apposito regolamento già abbozzato e che, facendo leva sulle norme attuative imposte dal decreto nazionale, disciplinerà la nuova tassa di pernottamento per tutti i turisti che soggiorneranno negli alberghi, affittacamere, appartamenti in affitto, bed and breakfast, campeggi e agriturismi.

Poi il Consiglio comunale sarà chiamato a dare il suo responso finale sul nuovo balzello che unitamente al nuovo Piano della pubblicità, consentirà una nuova forma di introito per le casse comunali.

Il Comune ha già previsto in linea di massima che l’imposta di soggiorno dovrà essere stabilita secondo criteri di gradualità in proporzione al prezzo applicato dalle strutture ricettive. Pronto anche un osservatorio per verificare destinazioni degli incassi, tariffe e servizi. E magari senza tenere conto della categoria o delle “stelle” della struttura ospitante. E partendo da una base di 1 euro in su.

Gallipoli, quindi, si pone sulla scia di quanto è stato già attuato nell’estate scorsa dai Comuni di Melendugno, Otranto e Ugento. Contro ogni previsione la tassa di soggiorno, contestata all’inizio da più fronti, ha ottenuto un buon successo soprattutto in relazione a quanto si è potuto realizzare in termini di servizi per gli stessi turisti.