Per il vecchio cinema 400mila € dalla Regione

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Galatone. Al via i lavori per la riqualificazione dell’ex cinema Minerva grazie ai fondi del bando regionale previsto per le opere di urbanizzazione. Il vecchio stabile, ora di proprietà del Comune, è destinato ad accogliere una struttura da adibire a servizi culturali, sociali e ricreativi, con una capienza complessiva di 260 posti.

«Entro i prossimi sessanta giorni – spiega l’architetto Mauro Bolognese dell’ufficio Lavori Pubblici, responsabile del procedimento – inizieranno i lavori di riqualificazione, che dovranno poi essere conclusi nell’arco di un anno. La spesa prevista ammonta in totale a 540mila euro, di cui 400mila reperiti grazie ad un finanziamento regionale e 140mila da fondi propri di Bilancio, mediante contrazione di mutuo con la Cassa depositi e prestiti».

Il finanziamento regionale è un cosiddetto “fondo speciale di rotazione”, un finanziamento previsto per l’attivazione di un programma destinato ad interventi di recupero, riqualificazione, ampliamento o nuova realizzazione di opere di urbanizzazione, restituibile in rate semestrali in dieci anni.

La documentazione regionale di ammissione a tale finanziamento è pervenuta in Comune il 6 marzo scorso.

«Detta comunicazione fissa tempi certi e ristretti per la consegna del progetto esecutivo approvato, nonché l’avvio di ogni connessa attività legata alla cantierizzazione dell’opera ed all’esecuzione della stessa», si legge nella delibera del 14 marzo con la quale la Giunta guidata da Livio Nisi (foto) da il via libera al progetto esecutivo dell’opera.

Il vecchio cinema (utilizzato sino al febbraio del 1988), sito nel centro storico del paese, in via Armando Diaz, è stato la storica sede del cinema Minerva (ex cinema Vaglio) venduto poi a società di paesi limitrofi (Aradeo e Melissano).

Oggi, dopo tanti anni di abbandono, avrà quindi nuova luce e nuova destinazione.

Ed è un recupero importante sia per la valorizzazione e il recupero del centro storico cittadino, sia perché in questo modo si restituisce allo storico edificio la funzionalità e la fruibilità di un tempo, per troppi anni negatagli.

Silvia Resta