Peppino Basile “vittima innocente di mafia”: il suo nome nell’elenco di Libera, con Angelica e Renata

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Ugento – A quasi undici anni dal suo assassinio, Peppino Basile è nell’elenco delle vittime innocenti di mafia ed il suo nome verrà ricordato dai volontari di Libera nella giornata del 21 Marzo. «Quest’anno per noi del Presidio Libera che abbraccia tutti i paesi limitrofi da Casarano al Capo di Leuca, c’è una valenza in più: dopo 11 anni dalla sua morte, Peppino Basile è stato inserito nel lungo elenco delle vittime innocenti di mafia affiancandosi alla nostra piccola Angelica Pirtoli», affermano in una nota Francesco Capezza (di Casarano) e Libera Maria Francioso (di Melissano), rispettivamente presidente e animatrice del Presidio.

L’assassinio Basile aveva 61 anni quando venne ucciso con 19 coltellate la notte tra il 14 ed il 15 giugno 2008 davanti alla sua abitazione, ad Ugento. Era un amministratore comunale, e membro della commissione provinciale Ambiente, ed il suo venne considerato a lungo un delitto passionale, malgrado le minacce ricevute. I suoi vicini vennero pure processati e poi assolti con formula piena.

Il ricordo «Peppino – ricordano i volontari di Libera – amava la sua terra e si batteva per lasciare integro il suo territorio, quello del parco della Marina di Ugento. La sua storia ricorda un po’ quella di un’altra nostra conterranea, Renata Fonte, anche lei vittima innocente di mafia, assassinata perché si opponeva alla cementificazione di Porto Selvaggio».

A Brindisi la manifestazione regionale Il nome di Basile risuonerà, giovedì prossimo, nelle piazze d’Italia dove viene celebrata la prima giornata di primavera nel ricordo delle 972 vittime innocenti di mafia nel corso delle manifestazioni organizzate da Libera e Avviso pubblico di don Luigi Ciotti. A Padova si terrà il raduno nazionale mentre Brindisi accoglierà la Giornata regionale: «Saremo in tanti, cammineremo insieme e leggeremo il lungo elenco delle vittime innocenti di mafia che hanno perso la vita perché hanno osato combatterla o perché, semplicemente, si sono trovati nel posto sbagliato al momento sbagliato».

Renata e Angelica Accanto a quello di Peppino Basile, risuonerà alto anche il nome di Renata Fonte, di Nardò, assassinata la notte tra il 31 marzo ed il 1 aprile del 1984, a 33 anni, davanti casa mentre rientrava da un Consiglio comunale, e quello di Angelica Pirtoli, di Parabita, vittima a soli due anni, nel 1991, di uno dei più atroci delitti di mafia avvenuti in Italia.