Patù saluta don Gianluigi, ora cittadino onorario, prima della partenza. Il suo discorso commuove tutti

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Patù – Il parroco di Patù don Gianluigi Marzo è ora ufficialmente anche cittadino onorario del paese. La cerimonia di conferimento si è svolta nel corso del Consiglio comunale straordinario convocato lunedì 26 agosto alle ore 20.30 e anticipa la partenza del giovane parroco che ha accettato la “chiamata” di Papa Francesco e per l’avvicendamento di sacerdoti dalle zone più ricche di vocazione, come la Puglia, a zone “meno ricche”. A settembre, infatti, il sacerdote originario di Ruggiano (Salve) lascerà la piccola comunità di Patù per trasferirsi in Piemonte. L’annuncio è stato dato dal vescovo Angiuli il 16 maggio scorso.

LE MOTIVAZIONI DELLA CITTADINANZA ONORARIA

Il riconoscimento onorifico è stato conferito con volontà unanime dell’Amministrazione comunale, in un Consiglio molto partecipato, con la seguente motivazione letta dal sindaco facente funzioni Pina Leo: «Per aver guidato la nostra comunità con abnegazione ed autentico spirito di servizio sacerdotale, esercitando il suo apostolato con profonda umanità, umiltà e costante attenzione e vicinanza verso tutti. Per la sua continua ricerca di comunione che ha avuto la massima espressione nell’iniziativa dell’infiorata del Corpus Domini, la quale, oltre ad aver portato la nostra piccola comunità ad una positiva attenzione, anche fuori provincia, ha creato un particolare legame di profonda stima e affetto reciproci che ci unisce e dal quale scaturisce un forte senso di appartenenza che ci onora e ci fa sentire don Gianluigi parte integrante e insostituibile del nostro vissuto».

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TRA GLI INTERVENTI DI STIMA QUELLO DI UNO ZIO “SPECIALE”

Gli interventi e le attestazioni di stima si sono susseguiti durante la cerimonia da parte dei consiglieri di maggioranza e opposizione. Il poeta Walter Cassiano di Patù ha poi decantato la sua poesia in onore del giovane parroco. Anche il consigliere regionale Ernesto Abaterusso ha rinnovato la sua stima nei confronti di Gianluigi Marzo. Presente anche don Beniamino Nuzzo, vicario episcopale della Diocesi Ugento – Santa Maria di Leuca, questa volta in vesti ufficiose (in quanto zio di don Gianluigi), che si è detto “esterrefatto” per la  crescita spirituale e umana del nipote, definito “speciale e sorprendente”.

IL FUTURO DELL’INFIORATA

“Don Gianluigi direttore artistico dell’infiorata patuense”, è stata la proposta fatta nel corso dell’Assise al neo cittadino di Patù dal consigliere di minoranza Maria Luisa Cucinelli dal momento che è stato proprio lui a dare il via alla tradizionale l’infiorata di fiori secchi che ha reso famoso il piccolo borgo in Italia e non solo.

«Nel tempo siete diventati così bravi da insegnare a me nuove tecniche. Sono certo che continuerete la strada intrapresa insieme tenendo sempre presente che lo scopo dell’evento è quello di unire la comunità. L’infiorata – ha risposto il parroco – sarà un successo se fatta con umiltà perché significa che la mano di Dio ci guida e non ci farà mai sbagliare».

IL DISCORSO DI DON GIANLUIGI

Don Gianluigi ha commosso tutti con il suo discorso. «Andando via potrò dire davvero di aver conosciuto una comunità capace di amare. Ricordo quando all’inizio mi dicevate che questo paese era un paese difficile, diviso dalla politica. Ma io, sinceramente, una grande divisione non l’ho mai vista. Ho sempre pensato a questa comunità come ai giocatori delle squadre di serie A che sono avversarie ma poi quando giocano in Nazionale tutti diventano fratelli e si abbracciano e questo vi fa onore.  Io – ha concluso don Gianluigi – non ho mai visto una comunità divisa ma una comunità che ha sempre risposto all’unanimità davanti alle situazioni difficili».

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