Parrucchieri in chiaro a casa; quelli in nero a servire a domicilio: a Nardò scoppia la protesta: “Oltre che scorretti, potete contagiare o essere contagiati”

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Polizia municipale (foto d’archivio)

Nardò – I parrucchieri ufficiali sono chiusi per Coronavirus, altri “in nero” portano a domicilio il servizio, come fosse la spesa, con ben altri rischi. E’ quanto denunciano alcune decine – una quarantina – di parrucchieri neretini davanti ad un fenomeno non solo scorretto.

L’allarme arriva dai parrucchieri da quasi due settimane con le saracinesche abbassate per via del decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri finalizzato a contenere i contagi da Coronavirus. «Denunciamo pubblicamente – dichiarano – l’azione rischiosa di chi in questo periodo effettua tagli di capelli e altri servizi simili a domicilio. Un fenomeno pericoloso che purtroppo registriamo a Nardò e nel resto d’Italia! Il decreto parla chiaro: in questi giorni drammatici la nostra attività non può essere svolta!”.

Danno e grossi rischi

“Ciascuno di noi sa bene il danno economico che la categoria sta subendo ma la salute viene prima di tutto. Qualcuno però è “sordo” – denunciano i firmatari della protesta – e noncurante delle leggi compie una doppia illegalità, sia perché lavora in nero sia perché svolge un servizio che in questo momento è vietato!”.

“Tutto ciò non solo causa danni economici ai professionisti onesti che pagano le tasse e sono costretti a rimanere a casa (credeteci, in questo momento è il problema meno importante) ma soprattutto provoca danni sanitari che ricadono sull’intera comunità. Tali “soggetti” rischiano di essere vettori di Coronavirus, contagiando o venendo contagiati a loro volta! Con questi comportamenti irresponsabili l’Italia non ne verrà a capo!”. Da qui la richiesta a quanti sono preposti ai controlli “di inasprire controlli e sanzioni”.

L’appello doppio dell’assessore

Giulia Puglia

L’assessore comunale allo Sviluppo economico Giulia Puglia conferma l’esistenza del problema: «Sappiamo che più di qualcuno in questi giorni sta facendo il furbo in barba alle regole e alle più elementari norme di prudenza e buon senso. Premesso che da oggi sono in servizio dieci agenti in più di Polizia locale e siamo in coordinamento permanente con le forze di polizia preposte alle verifiche dei Dpcm – sostiene Giulia Puglia – è evidente che scovare chi si reca al domicilio del cliente non è affatto facile. Consideriamo sacrosanta la protesta dei parrucchieri e la sosterremo – sottolinea l’assessore comunale – considerato che è una delle categorie professionali maggiormente colpite dall’emergenza”.

L’appello è doppio: “Agli irresponsabili che mettono a repentaglio la salute propria e degli altri, e nella stessa misura ai clienti irresponsabili. Non chiamate i parrucchieri e non accettate nemmeno la prestazione dei cosiddetti “regolari” poiché il divieto vale anche per loro. Non c’è giustificazione che tenga, per nessuno».