Parabita torna a celebrare San Rocco. Da don Santino l’appello per il recupero della statua

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Don Santino Bove Balestra

Parabita – Parabita torna a celebrare la memoria di San Rocco da Montpellier, cui la tradizione e la fede attribuisce la liberazione dall’epidemia di colera scoppiata nel 1867. Grande è la devozione che Parabita nutre nei confronti del Santo pellegrino e taumaturgo francese, fino al 1994 patrono della città delle Veneri, e quest’anno dalla scorso marzo, proprio a causa dell’emergenza Coronavirus, il suo simulacro ottocentesco è stato esposto alla venerazione dei fedeli nella Matrice.

Se negli ultimi decenni, vista la scarsa partecipazione della cittadinanza, sono venute meno la festa e la processione, quest’anno, in occasione del 153° anniversario del miracolo, la parrocchia San Giovanni Battista (parroco don Santino Bove Balestra, di Nardò), in collaborazione con il Comune di Parabita, ha previsto alcuni appuntamenti.

Il programma religioso

Dal 13 al 15 agosto è in programma il triduo di preparazione. Nelle serate del 13 e del 14, la messa sarà celebrata alle 19.30, mentre il 15 (solennità dell’Assunzione), le funzioni saranno al mattino alle 8.30 e la sera alle 19.30. Domenica 16, in occasione della memoria liturgica di San Rocco, le celebrazioni si terranno invece alle 8.30 e la sera alle 19 con la preghiera di ringraziamento.

Subito dopo, intorno alle 19.30, lo spazio sarà dedicato alla presentazione storico – culturale dal titolo “San Rocco e la protezione della Città di Parabita dalle epidemie nel corso dei secoli”. Nei giorni scorsi, a lanciare un appello ai parabitani è stato il parroco della chiesa Madre, poiché la statua in cartapesta di San Rocco (attualmente custodita in parrocchia e realizzata dall’allora maestro leccese Antonio Maccagnani), necessita di un intervento di restauro.

L’appello di don Santino

«È un dovere morale, oltre che un segno di gratitudine della nostra Parabita, tutelarne la dignitosa immagine e incrementare la fede e la devozione a San Rocco che da 400 anni testimonia la sua benevola prodigiosa presenza nella comunità cittadina. A quanti volessero contribuire alla realizzazione del restauro –  afferma don Santino –  la parrocchia ne sarà certamente grata e doverosamente riconoscente».