Parabita e San Sebastiano, malgrado il Covid si conferma la devozione verso il compatrono

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Parabita – Nei limiti imposti dalle norme anti contagio, Parabita non cancella la devozione nei confronti del compatrono San Sebastiano martire. Il programma religioso, stilato dal Comitato organizzatore e dal  parroco della chiesa Madre don Santino Bove Balestra (di Nardò), vede il triduo di preparazione che è già stato avviato nella Matrice dallo scorso 17 gennaio. Alle ore 18 è prevista la recita del Rosario e alle 18.30 la celebrazione eucaristica.

Nel corso della prima serata, a presiedere la Messa, seguita dall’intronizzazione del nuovo reliquario, è stato il parabitano don Francesco Martignano, parroco presso la parrocchia di Santa Caterina d’Alessandria, nella marina neretina di Santa Caterina. Lunedì 18 è stata la volta di un altro illustre concittadino: don Dario Donateo, della parrocchia  “Trasfigurazione di nostro Signore Gesù Cristo” di Alliste.

Questa sera la funzione religiosa sarà invece celebrata da don Francesco Marulli (di Copertino), dell’Addolorata” di Taviano. Intorno alle 19 seguirà un momento di riflessione a cura di don Francesco il quale commenterà il messaggio di Papa Francesco “La cultura della cura come percorso di pace”  in occasione della 54^ “Giornata Mondiale per la pace 2021” (l’incontro sarà trasmesso in diretta streaming sulla pagina Facebook “Parabitalife”).

Nel giorno della solennità di San Sebastiano martire (mercoledì 20 gennaio) le messe saranno al alle 8.30  e alle 18.30, quest’ultima preceduta dalla recita del Rosario alle 18 e caratterizzata  dal panegirico in onore del Santo e dell’Atto di affidamento della Polizia locale (ci sarà la diretta della funzione serale sulla pagina Facebook “Parabitalife”.

«Poiché il simulacro di San Sebastiano al momento è oggetto di un intervento di restauro, quest’anno in parrocchia, sarà possibile pregare dinanzi al nuovo reliquario di San Sebastiano. Questo nuovo contenitore che racchiude le reliquie del Santo  è stato donato alla comunità, da alcuni benefattori», afferma don Santino.