Palude del Capitano e Sant’Isidoro: due progetti finanziati per recuperare la biodiversità terrestre e marina (in parte) perduta

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Nardò – Chiuso definitivamente con la graduatoria finale pubblicata nei giorni scorsi, l’avviso pubblico della Regione sugli interventi per la tutela e la valorizzazione della biodiversità terrestre e marina (Azione 6.5 di uno specifico programma europeo) con l’ammissione al finanziamento per il progetto di Nardò per “Interventi per la tutela e valorizzazione da attuare sulla biodiversità terrestre dell’area umida costiera e marina nel sistema grotte di particolare valore ambientale della costa ionica, nel sito della Palude del Capitano”. Gli elaborati redatti dal’architetto Antonio Vetrugno e dal professore Giuseppe Piccioli Resta di Unisalento con la collaborazione dei biologi neretini Andrea Vitale e Sergio Fai,  sono adesso realizzabili con fondo di 285 mila 666 euro. (nella foto Sant’Isidoro vista dalla Palude del Capitano)

Gli amministratori neretini, con l’assessore Mino Natalizio in testa, sono così passati da un periodo di scoramento, essendo stati esclusi dai finanziamenti dopo le osservazioni presentate da altri Comuni partecipanti, al ripescaggio che adesso li mette

L’assessore Mino Natalizio

in condizione di intervenire a tutela dell’area umida della Palude del Capitano. Infatti nell’agosto dell’anno scorso il progetto neretino risultava escluso. Per ironia della sorte e nell’ambito della stessa Azione 6.5, il Comune neretino era dentro invece ad un altro progetto presentato dall’Area marina protetta di Porto Cesareo con circa 700 mila euro da utilizzare per la riqualificazione del tratto di mare antistante l’ex impianto di stabulazione a Sant’Isidoro tramite la realizzazione di una ecobarriera sommersa per ripristinare condizioni favorevoli per la fauna ittica selvatica in un’area del tutto compromessa.

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La particolare qualità della proposta progettuale sulla Palude del Capitano e la determinazione dell’Amministrazione comunale – si legge in una nota dell’ufficio stampa del Comune – hanno permesso però di essere ammessi a una nuova fase negoziale e di rimettere le mani su risorse essenziali per la tutela e la valorizzazione di questo particolarissimo tratto di costa neretino”.

Il progetto prevede in sintesi l’eliminazione di alcuni “elementi detrattori”:  la demolizione dei fabbricati allo stato di rudere in area Sic; lla sostituzione del ponticello in cemento tra Frascone e Lido dell’Ancora con uno in legno inaccessibile per le automobili; interventi di ingegneria naturalistica del tratto dunale in località Frascone; tutela e ripristino ecologico degli stagni temporanei presenti nelle aree di proprietà comunale all’interno del Sic; le azioni per una fruizione controllata e sistemi di monitoraggio per una tutela del coralligeno e della biodiversità negli ambienti di grotta sul tratto di costa in località Frascone. Quest’ultimo intervento fa riferimento alla installazione di telecamere per l’osservazione costante del tratto di mare in questione con l’utilizzo a scopo didattico del materiale raccolto. “Alla fine – dice con evidente soddisfazione l’assessore Natalizio – ha vinto la qualità del progetto, la bontà di interventi in grado di tutelare concretamente la biodiversità a terra e a mare. Questo nei pressi della Palude del Capitano è uno dei più belli della nostra costa, ma anche dei più fragili e nei decenni scorsi purtroppo l’uomo ci ha messo del suo per compromettere il contesto”.

 

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