Padula bianca senza blocchi di cemento, catene e segnali “abusivi”: intervento degli operai del Comune di Gallipoli. Ma resta la polemica di alcuni residenti

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Padula Bianca (Gallipoli) – Sono scomparsi i blocchi di cemento e le catene che da più di mese a questa parte impedivano il passaggio a Padula Bianca sulla strada del mare. Anche i cartelli con le scritte “proprietà privata” sono stati rimossi dagli operai del Comune di Gallipoli, non solo su quella strada, ma anche sulle perpendicolari. È inoltre stato istituito il senso unico in direzione nord-sud con parcheggi liberi su entrambi i lati.

In disaccordo restano molti proprietari che si affacciano sulle strade adiacenti che ritengono di essere proprietari delle strade e quindi restano del parere che il transito non possa essere consentito sulle loro proprietà (per far valere le proprie ragioni si sono pure rivolti ad un legale).

Le proposte

«Penso che l’unica soluzione è quella di creare un doppio senso sulla strada giù, di andata e ritorno, per i servizi, i fornitori dei lidi e per chi fa in tempo a trovare parcheggio, poi segnalare quando sono pieni, per non far scendere più auto – commenta Annamaria Petruzzi, residente in una delle stradine perpendicolari – lasciare i viali agli autorizzati e gli altri farli parcheggiare su, dove ci sono i parcheggi. È la stessa strada che faccio io a piedi per andare a mare, quindi non inquiniamo e liberamente possiamo scendere a piedi senza creare disagio a nessuno».

La nuova viabilità predisposta dal Comune di Gallipoli (allo scoppio della polemica il sindaco Stefano Minerva si era interessato personalmente della vicenda) prevede l’utilizzo delle due strade parallele alla costa, l’una da utilizzare in direzione Gallipoli (quella più a ridosso della spiaggia e ritenuta privata da una serie di frontisti e pubblica da altri), l’altra parallela da utilizzare in direzione Santa Maria al Bagno. Le due strade sono collegate da una serie di strade perpendicolari ancora una volta ritenute private e chiuse con cartelli, catene e addirittura cancelli.

«La zona – spiega uno dei proprietari degli appartamenti frontisti contrario al “privatismo eccessivo” – paga lo scotto dell’anarchia in cui Gallipoli la ha sempre lasciata, considerandola solo un bancomat da cui attingere soldi per rimpinguare le casse comunali. Noi abbiamo costruito, è vero, negli anni in cui si poteva poi condonare e abbiamo condonato e pagato tutto il dovuto. Una parte dei servizi ci sono stati forniti, altri ancora no, come la fogna. È ovvio che dobbiamo rinunciare a qualche pretesa sulle proprietà se vogliamo i servizi. Se mettiamo blocchi e catene come fanno a venire a ritirare la spazzatura? Dobbiamo continuare per sempre con i pozzi neri? Alla fine è un bene che abbiano sollevato il problema, così si risolve una volta per tutte: tutte le strade aperte e pubbliche e servizi pubblici per tutti». Ma non tutti son d’accordo c’è chi promette battaglia a partire dalla settimana prossima in Comune. Sulla vicenda non sembra sia stata ancora scritta la parola fine.