Padula Bianca: le catenelle sulla stradina del mare fanno discutere. I residenti: “È proprietà privata”. Il Sindaco di Gallipoli: “Sopralluogo in corso, prenderemo provvedimenti”

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Gallipoli  Appare destinata a durare la questione della stradina (parallela al fronte mare) improvvisamente chiusa al transito con catene e blocchi di cemento in zona Padula Bianca. Chi frequenta la zona, posta tra al limite tra i territori di Gallipoli e Sannicola (anche se ricadente nel primo) si è accorto ieri di quanto accaduto e subito si è alimentata la polemica.

Il Sindaco di Gallipoli Stefano Minerva garantisce immediati controlli e provvedimenti del caso. «Stiamo verificando lo stato dei luoghi e i fatti attraverso il sopralluogo della Polizia municipale. Faremo i dovuti controlli sul luogo e attraverso gli uffici – commenta il Primo cittadino – per capire se è stata chiusa abusivamente o meno, prendendo in seguito i dovuti provvedimenti».

“È proprietà privata”

Dopo l’articolo pubblicato ieri da Piazzasalento, sulla vicenda, interviene l’avvocato Angelo Argese a nome dei residenti che hanno delimitato l’area per chiarire che “il tratto di strada è prospicente le abitazioni dei miei assistiti e rientra nelle loro proprietà”.

«Nessun atto di acquisizione è stato mai opposto agli interessati che hanno, invece, personalmente provveduto a ricavare lo spazio necessario alla viabilità, alla posa dell’asfalto carrabile, alla manutenzione del manto. Non vi è alcun servizio che possa far presumere l’interessamento (che pure sarebbe gradito) dell’Ente all’area», si legge in una nota.

I sopralluoghi

Nessun rilevo avrebbe, inoltre, la presenza del canale di bonifica “che si sviluppa lungo la linea di confine tra le opposte proprietà, nel senso longitudinale della strada”. Circa la presenza in zona della polizia municipale (frequente soprattutto d’estate), i proprietari in questione riferiscono come tutte le richieste di intervento avanzate “hanno visto opposto un diniego giustificato da una decantata impossibilità di ingerenza in area privata”.

Da ciò l’apposizione della catena, per evitare il passaggio delle auto (ma non dei pedoni), la “sosta selvaggia e lo sregolato accumulo di rifiuti”. Sul posto si segnalano, inoltre, numerosi sopralluoghi da parte del Comune (“nel maggio 2019 e poche settimane fa”). In sostanza, scrive ancora il legale “nulla è cambiato in merito alla libertà di accesso alle spiagge né è stato avvilito l’esercizio di proprietà degli altri confinanti di quartiere”.

Il “mistero” dei segnali di divieto

Se i residenti-proprietari rivendicano l’apposizione delle catenelle di delimitazione (“più volte oggetto di vandaliche fenditure”), gli stessi fanno sapere di ignorare chi possa aver apposto la segnaletica verticale di “divieto di accesso”. «I proprietari chiedono solo una regolamentazione più opportuna e coerente della viabilità che tenga conto delle esigenze di tutta la collettività», conclude l’avvocato Argese facendo presente come simili problemi non vengono segnalati per “tutte le altre dieci strade-traverse “regolarmente chiuse con cancelli”.

La chiusura del breve tratti di strada in questione, praticamente a ridosso della pineta e a pochi metri dalla spiaggia, ha comunque scaldato gli animi di altri residenti della zona e dei gestori dei lidi confinanti impegnati in questi giorni nella messa a norma degli stabilimenti, costretti a cercare altre e più difficoltose strade di accesso.

La stradina è da sempre oggetto di controversia. Sono varie le tesi che si scontrano da anni sulla sua natura, se pubblica o privata, in un contesto urbanistico che ha conosciuto negli anni uno sviluppo selvaggio, con molte costruzioni abusive (praticamente sulla spiaggia), poi oggetto di condono.

C’è chi sostiene che la stradina sia di proprietà del Consorzio dell’Arneo, poiché costruita sopra un canale interrato di scolo delle acque meteoriche, mentre altri sostengono che se pure fosse privata, di fatto da tempo immemore tutti ci passano da anni: “dunque non può diventare privata da un giorno all’altro”.

Il problema della raccolta rifiuti

«Gallipoli ha sempre provveduto alla raccolta dei rifiuti e in questi giorni – commenta uno dei residenti che ritiene la strada pubblica – i netturbini sono rimasti bloccati dall’altro lato e sono andati via. Ci manca pure che per l’estate non riescano neanche a raccogliere la spazzatura o che si mettano dei grandi bidoni all’imbocco della strada creando disagio e degrado per tutti».