Ottanta quintali di legna di ulivi colpiti da Xylella scaricati sotto gli uffici di Lecce della Regione: scoppia la protesta

Presidi Coldiretti anche a Brindisi e Taranto

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Lecce – Come da programma Coldiretti e Unaprol, è scoppiata  la protesta: puntuali questa mattina, davanti agli uffici della Regione Puglia a Lecce alcuni agricoltori hanno scaricato 80 quintali di legna proveniente da alberi infetti. La contestazione continuerà nei prossimi.

Da Roma un frastornato ministro delle Risorse agricole, Gian Marco Centinaio (Lega) ha affermato che il famoso “decreto” sarà portato alla riunione del Consiglio dei ministri di questa sera. “I miei colleghi mi hanno assicurato – ha detto testualmente – che non ci sono problemi”. Ne parlò la prima volta il 7 ottobre promettendo che lo avrebbe varato “entro venti giorni”.

I problemi denunciati e rilanciati Olivicoltori, frantoiani e vivaisti di Coldiretti del Salento stanno presidiando punti nevralgici delle città di Lecce, Brindisi e Taranto, le Prefetture, la Provincia di Lecce e gli uffici provinciali dell’Assessorato regionale all’agricoltura di Lecce “contro i rimpalli quotidiani di responsabilità e contro chi ha avuto quasi quattro anni per intervenire e aiutare il popolo agricolo salentino a salvarsi dagli effetti nefasti della Xylella fastidiosa e non l’ha fatto”.

Il riferimento diretto è al presidente Michele Emiliano, subentrato al commissario straordinario, generale Silletti della Forestale, annunciando una svolta radicale che – a detta di parti importanti del mondo agricolo pugliese –  pochi hanno concretamente visto.

Coldiretti ed alleati ricordano l’appuntamento per sabato 9 marzo: concentramento alle 9 al foro Boario (ingresso dalla superstrada di Brindisi a Lecce), corteo in città e incontro finale in piazza Sant’Oronzo dove “scoppierà lo stato di tensione “. Si potranno aggregare “tutti coloro i quali non accettano che il Salento venga ritenuto definitivo morto per colpa della Xylella e della burocrazia”. Presente anche il presidente nazionale di Unaprol, David Granieri, i presidenti della Coldiretti di Lecce Brindisi e Taranto, i rappresentanti di frantoiani e vivaisti e gli esponenti Istituzionali che vorranno aderire.

Gianni Cantele

“Gli otto quintali di legna di ulivi infetti – rimarca Gianni Cantele, Coldiretti Lecce – è uno gesto estremo per dare uno schiaffo morale a chi non vuole dare risposte concrete alle imprese olivicole, ai frantoiani e ai vivaisti. Le realtà economiche dell’area infetta hanno bisogno di semplificazione, di velocità, di capire cosa fare per poter espiantare e reimpiantare, perché le pratiche di espianto non possono essere equiparate ad una domanda edilizia e devono per di più pagarsi le analisi per poter estirpare gli scheletri degli alberi morti”.

Circa i problemi dei vivaisti dellì’area di Otranto (più di 40 aziende, 800 occupati) Cantele ha aggiunto: “I vitivivaisti dell’area Otrantina che, prima, sono stati bloccati erroneamente nella loro movimentazione; in seguito, hanno dovuto sottostare alla pratica di termoterapia con aggravio di costi senza alcun aiuto regionale; poi, hanno dovuto registrare la chiusura di alcuni mercati esteri (segnatamente del Magreb) e in tutto questo l’Assessorato regionale ha solo ritardato il rilascio delle annuali autorizzazioni alla commercializzazione della barbatelle”.

Da Brindisi “L’Assessore regionale non ha ancora chiesto – ha incalzato il presidente di Coldiretti Brindisi, Filippo De Miccolis – la deroga alle norme nazionali per consentire la movimentazione nella sola area infetta delle piante specificate prodotte dai vivai in assenza di passaporto delle piante e di conseguenza, come evidenziato dall’Avvocatura regionale, modificare l’art. 99 della L.R. n. 67/2018”. E come se non bastasse in area infetta c’è anche il paradosso delle cartelle dei consorzi di bonifica, denuncia Coldiretti Puglia.

Da Taranto “Nonostante l’assenza di reddito er la mancata produzione, le aziende sono state assoggettate per gli anni 2014, 2015 al pagamento delle cartelle dei consorzi di bonifica. Ad oggi – è il rimprovero del presidente di Taranto, Alfonco Cavallo – non è stato deliberato, come più volte promesso dall’Assessore regionale (Leonardo Di Gioia, ndr) – il blocco dei contributi consortili per gli anni 2016, 2017 e 2018. Non risulta, ad oggi, predisposto alcun programma di investimenti in infrastrutture irrigue per accompagnare il reimpianto con nuove varietà di olivo , quindi di che parliamo? Di sordità ed irresponsabilità totali.”