Otranto nel mondo, fra storia e curiosità, nel nuovo libro di Carlo Stasi

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Otranto – Lo scrittore inglese Walpole ha portato il nome di Otranto nel mondo e il mondo a Otranto, che due anni fa gli ha dedicato una sala del castello: a lui e alla città dei martiri è dedicato l’ultimo libro di Carlo Stasi (originario di Acquarica del Capo, in foto) “Otranto nel mondo. Dal ‘Castello di Otranto’ di Horace Walpole al ‘Barone di Otranto’ di Voltaire”. In questi giorni, il tour di presentazione del libro è entrato nel vivo e ha già fatto tappa nella stessa Otranto e a Lecce.

Scrive Mario Spedicato nella presentazione al libro: “È al tempo stesso un testo di storia letteraria, di letteratura comparata, di filosofia del linguaggio, ed anche di storia patria e comprende la prima traduzione italiana di un’opera minore di Voltaire sconosciuta ai più”. Un lavoro, quello di Stasi, lungo decenni di studi e di approfondimenti partendo dal nucleo della sua tesi di laurea e di alcuni saggi pubblicati dal 2003 al 2009 sul rapporto fra Otranto e l’Inghilterra, Otranto nel mondo, Otranto e l’Australia. Novità assoluta la prima traduzione italiana del libretto per un’opera buffa di Voltaire, Il Barone d’Otranto”, affidato per essere musicato al musicista franco-belga André Grétry, che non completò l’opera. Stasi “fa le pulci” a Walpole, come un commissario che indaga per raggiungere la verità, e a poco a poco, servendosi della conoscenza della storia, della letteratura, dell’arte, da “salentino” riesce a svelare quello che si cela dietro il romanzo. Ma non si ferma qui e va oltre. Molto oltre: l’orizzonte di ricerca diventa il mondo. Il castello di Walpole diventa il “castello” dell’Ariosto, del Tasso e anche quello dei destini incrociati di Calvino. Un vero e proprio topos e simbolo letterario.

Un castello immaginato. “Perché Otranto? È questa una delle prime domande che il lettore si pone appena legge il titolo. Dalla biografia, documentata dal suo immenso epistolario, sappiamo per certo che Walpole non andò mai ad Otranto”, scrive Stasi. Nel suo viaggio in Italia, che durò quasi due anni e mezzo, visitò Firenze, Venezia, Roma e verso sud non andò oltre Napoli. Sappiamo che spiegò la sua scelta perché il nome di Otranto era “molto sonoro”. Con una serie di prove Stasi dimostra che non fu proprio così, che questa motivazione era semplicistica. Otranto era la capitale della provincia detta “Terra d’Otranto”, era porto ed emporio fondamentale per tutti i traffici con l’Oriente e ultimo approdo cristiano, era il presidio militare contro le scorrerie turche. Facile immaginare che fosse dotato anche di un castello. Walpole non poteva non conoscere la storia del Salento, terra di passaggio che diede ospitalità nelle sue “grotte” (di cui parla) ai monaci basiliani, sede di cenobi importanti come quello otrantino di San Nicola di Casole. Tra l’altro, aveva anche la possibilità di documentarsi sulle mappe del tempo, sulle quali Otranto era presente.

Il romanzo. La prima edizione del “Castello di Otranto” fu pubblicata in 500 copie il 24 dicembre del 1764 e Walpole si nascose dietro a pseudonimi. Nell’intestazione si leggeva “Il Castello di Otranto una Storia tradotta da William Marshal, gentiluomo dall’originale italiano di Onofrio Muralto, Canonico della Chiesa Di San Nicola ad Otranto”. Più tardi ne rivendicò la paternità. Il romanzo fu tradotto in francese nel 1767, in tedesco nel 1794 e in italiano nel 1791. Per quel periodo quasi un successo “planetario”. Non c’è da meravigliarsi se dal “Castello” in poi aumentò l’interesse verso la Puglia e il Salento e coloro che affrontavano il Grand Tour non si fermavano più a Napoli come ultimo confine a sud, spingendosi invece fino a Brindisi e Otranto, tappe obbligate per imbarcarsi per la Grecia. Fino al Salento arrivarono, tra gli altri, il pittore Abraham-Louis-Rodolphe Ducros, il romanziere e patriota Charles Didier, l’acquarellista svedese emigrato in Francia Luis-Jean Des Préz, e Jean Augustine Renard.

Otranto nel mondo. Nell’ultima parte del lavoro, Stasi allarga lo sguardo e va alla ricerca del nome di Otranto nelle varie realtà. Scopre così che Otranto è un cognome che si trova non solo in Italia, ma anche in Francia, Germania, Spagna e negli Stati Uniti; si chiamavano Otranto I e Otranto II le due navi che fino al 1957 trasportarono in Australia migliaia di emigrati britannici e in alcune città australiane ci sono addirittura strade dedicate a queste navi. Inoltre, legato alla nave Otranto I è il nome di una montagna in Canada, l’Otranto Mountain, una cima innevata di 2.549 metri di altezza. E su Google Map si trovano 3-4 località chiamate Otranto.