Ospedali saturi: a Lecce 12 malati da Bari e dalla Bat. La nuova mappa dei Comuni Covid free. Chi entra e chi esce dalla lista dei casi positivi

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Il Dea di Lecce

Gallipoli – Sono rimasti 12 i paesi Covid free della provincia di Lecce. Ne sono usciti Castro, Castrignano dei Greci, Montesano salentino, Ortelle, Spongano. Resistono Alessano, Botrugno, Surano, Giuggianello, Morciano di Leuca, Palmariggi, Patù, Ruffano, San Cassiano, Seclì, Tiggiano, Tuglie.

E’ questo uno degli elementi dell’odierno rapporto settimanale diffuso dall’Asl Lecce, che segnala variazioni e andamenti univoci nella tendenza al rialzo. Il numero dei positivi in sette giorni passa da 175 a 243. I dimessi sono stati finora 358, ma i ricoveri li superano ormai: sono 381. Infine 70 sono i deceduti.

I contagi paese per paese

Diciannove i nuovi contagiati oggi che fanno un totale di 1.012. La leccese è la penultima provincia nella conta pugliese: in cima ci sono Bari (5.595) e Foggia (3.219); Brindisi (985) chiude l’elenco. Dei 19 leccesi uno è stato ricoverato, otto non accusavano sintomi di sorta e i restanti con pochi sintomi.

I movimenti in entrata/uscita interessano questa settimana numerosi Comuni, per lo più in aumento. Nel Sud Salento Aradeo passa da uno a tre; da cinque a sei Casarano; a Collepasso in salvo l’unico positivo; a Corsano uno; Cutrofiano da due a tre; Gallipoli da due a tre, come Maglie e Muro Leccese; Nardò da dieci a otto; a Ortelle, ex Covid free, quattro; uno a Sannicola: uno a Santa Cesarea Terme; Spongano uno; Specchia da tre a uno; Taviano uno; Tricase da nove a 13; Uggiano La Chiesa uno; Castro uno.

Al lavoro per creare altri posti letto

Nel resto del Salento si segnalano Campi con 5; Galatina con 12; Castrignano Greci con cinque, Copertino quattro; Lecce 52; Melendugno sei; Surbo otto; Vernole cinque; Veglie quattro.

Proseguono intanto i programmi dell’Asl Lecce, messi a punto nella prima settimana del mese dal direttore generale Rodolfo Rollo. Basati su di una ondata che – nel frattempo – si fa sempre più sentire pure qui, anche se in misura molto inferiore alla portata registrata nel nord della Puglia. Se il Policlinico di Bari si vede assorbiti i posti letto Covid dai ricoveri quotidiani, non stanno meglio le cose a Bisceglie, Barletta e Andria, con gli ospedali che hanno dovuto bloccare le altre prestazioni (salvo quelle urgenti) per far posto agli infetti da Covid 19.

Posti al Dea e all’ex Endocrinologia 

Con la velocità attuale di diffusione del virus e l’affanno crescente delle strutture sanitarie, in quella parte della Puglia, non è pensabile che non ci siano riverberi sul Salento. A questo pensano infatti, ormai da qualche tempo, i dirigenti leccesi espressamente chiamati a dare una mano. Da qui viene la decisione di destinare al Covid il quarto piano del Dea 40 posti letto e 16 di Terapia intensiva. E non solo.

Rodolfo Rollo, direttore generale dell’Asl Lecce

Il Dipartimento emergenza accettazione, ultimo nato del complesso dell’ospedale “Fazzi” a Lecce, presenta peraltro strutturalmente percorsi autonomi e “puliti”, quindi ben lontani da possibilità di contagio. Anche il pianoterra, che attualmente ospita alcuni degenti di Medicina, potrebbe essere messo a disposizione, un volta trasferiti i ricoverati, nel caso malaugurato di esigenze urgenti presenti nel resto della Puglia.

Primi arrivi dalla Puglia più colpita

Nel bollettino dell’Asl c’è infatti la prima ufficializzazione degli arrivi da Bari e dalla Bat: 12 malati sui 23 complessivi oggi ospiti nel reparto di Malattie infettive. Nello stesso padiglione dove ci sono gli Infettivi, al piano superiore dove c’era Endocrinologia, possono trovare posto altri venti letti. Stando così le cose, non sembra esserci al momento alcun problema di accettazione di altri casi epidemici, come sostenuto da qualche parte.