Ospedali, la Regione riordina. Il “Sacro Cuore” c’è, a Casarano cinque reparti

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ospedali riuniti fotomontaggiomichele emiliano alias GucciniLa Giunta regionale ha approvato il 29 febbraio il nuovo Piano di riordino ospedaliero pugliese. L’adempimento nasce dalla necessità di adeguare la rete dei nosocomi ai nuovi standard fissati dalla normativa nazionale (decreto ministeriale 70 del 2015 e legge di stabilità 2016 ) che hanno l’obiettivo di portare le strutture ospedaliere nazionali dentro “omogenei parametri di sicurezza, efficacia di cura ed efficienza gestionale”, come si lege in una nota ufficiale della Regione.
La Puglia parte da una rete che offre, alla data del 21 gennaio 2016, 13mila posti letto, distribuiti tra 74 stabilimenti sanitari pubblici e privati accreditati. L’operazione di riordino non taglia i posti letto, ridistribuendoli tra ospedali di secondo livello (hub), ospedali di primo livello e ospedali di base. Il provvedimento, che verrà inviato a Roma per la valutazione, prevede: cinque ospedali di secondo livello (Ospedali riuniti di Foggia, Policlinico di Bari, Santissima Annunziata di Taranto, Perrino di Brindisi, Vito Fazzi di Lecce); undici ospedali di primo livello (San Severo, Cerignola, Andria, Barletta, Di Venere e San Paolo di Bari, Altamura, Castellaneta, Francavilla Fontana, Gallipoli, Scorrano), cui si aggiungono gli ospedali privati (come Tricase) e classificati dotati di pronto soccorso. Gli ospedali di base sono 12: Manfredonia, Bisceglie, Corato, Molfetta, Monopoli, Putignano, Casarano, Copertino, Galatina, Ostuni, Manduria, Martina Franca.

Gli ospedali di base come Casarano avranno Anestesia, Pronto soccorso, Medicina, Chirurgia, Ortopedia “ma conserveranno le ulteriori discipline che storicamente presidiano il fabbisogno epidemiologico locale”. Saranno avviati alla riconversione otto stabilimenti ospedalieri pubblici, destinati a una innovativa vocazione territoriale, riabilitativa, di supporto in post acuzie. La rete di assistenza ospedaliera si arricchirà, inoltre, di quattro nuovi ospedali (tra i quali quello tra Maglie e Melpignano), “la cui costruzione consentirà l’ulteriore e successivo accorpamento degli stabilimenti”. Con lo stesso provvedimento della Giunta regionale parte ufficialmente anche il lavoro di riassetto della rete di assistenza territoriale, per la quale l’esecutivo guidato da Emiliano ha stanziato 400 milioni di euro (fondi europei) destinati principalmente a potenziare gli ospedali oggetto di riconversione.
«Una prima cosa – ha commentato un rassicurante presidente Michele Emiliano – è che non ci sono strutture che chiudono, ma ci sono strutture che vengono riconvertite. Abbiamo fatto questa riconversione non per risparmiare danaro, perché la spesa è sempre la stessa, ma per utilizzare bene il personale, le risorse, le strutture ospedaliere e quelle del territorio. Quindi non ci sono stati tagli, di nessun tipo: semplicemente, come si fa in casa, quando c’è scarsità di un elemento, si cerca di concentrare tutte le risorse dove servono». In più Emiliano ha sottolineato che “avremo 5 ospedali di secondo livello, significa il massimo livello che esiste in Italia, 11 di primo livello, ospedali molto ben attrezzati con quasi tutte le specializzazioni».