“Ospedale di comunità? Era Lungodegenza prima, poi hanno cambiato nome…”: a Nardò è polemica

1006

Nardò – L’inaugurazione dell’Ospedale di comunità tenutasi a Nardò sabato scorso alla presenza del presidente della Regione Michele Emiliano, ha generato una pioggia di reazioni. (nella foto da destra il Sindaco Mellone, il presidente Emiliano e il consigliere regionale Paolo Pellegrino)

Il governatore pugliese, nel difendere la struttura (ubicata al terzo piano dell’ex ospedale “Sambiasi” e destinata ai cittadini di Nardò, Galatone, Seclì, Copertino, Leverano, Porto Cesareo, ndr), ha definito “chiacchieroni” coloro i quali accusano la Regione di chiudere gli ospedali pugliesi. «Certo, questo non è un ospedale come quello che c’era prima – ha ribadito Emiliano – ma è un “ospedale di comunità” e ha tutti i servizi che c’erano prima, compresa una medicina d’urgenza 24 ore su 24 (anche se non è un pronto soccorso). Ecco perché è falso dire che stiamo chiudendo gli ospedali. Li stiamo invece convertendo! Questo significa utilizzare meglio il vostro denaro, in ossequio a leggi che non ho inventato io».

“Aspettiamo il centro di ricerca tumori” Il Sindaco Giuseppe Mellone, anch’egli presente alla cerimonia, ha ringraziato Emiliano ma ha aggiunto: «Questo non è un traguardo ma un punto di partenza e il Presidente lo sa. Quello neretino è uno dei cinque ospedali di comunità che verranno attivati in provincia. Il fatto che si parta da Nardò è importante e dimostra che il presidente Emiliano non manca mai di attenzioni nei confronti della nostra città. Adesso – rilancia infine il Sindaco – è in corso una interlocuzione con l’Istituto ricerca tumori di Bari: sono già stati individuati spazi con Regione e Asl per utilizzare questa importante struttura per finalità di ricerca».

Ma l’opposizione la pensa diversamente Non tarda a farsi sentire l’opposizione, consiliare ed extraconsiliare. Il consigliere comunale Roberto My (Articolo1-Leu, foto) ricorda che l’attuale primo cittadino quand’era all’opposizione “ha combattuto l’accordo siglato tra l’ex sindaco Risi e la Regione Puglia, definendolo una pagliacciata. È evidente che quando il Presidente della Regione Emiliano parla di “chiacchieroni” si riferisce all’attuale sindaco”.

Toni altrettanto duri quelli di un altro esponente di opposizione, il consigliere comunale del Pd, Lorenzo Siciliano. «Il Presidente della Regione e il suo miglior delfino – attacca Siciliano, ormai sempre più distante dall’attuale governatore – si sono tirati a nuovo per tagliare il nastro dell’Ospedale di comunità. Sapete di cosa si tratta? Di nulla di innovativo. Hanno semplicemente cambiato nome a ciò che solo fino a qualche mese fa si chiamava “lungodegenza”.

A proposito di Pd, Lucio Tarricone (responsabile Centro studi “Salento Nuovo” e autorevole voce del centrosinistra cittadino, foto) non risparmia critiche ai dem neretini: «Si è confermata – dichiara – l’ambiguità del Pd neretino, poiché nella farsesca “inaugurazione” non è passata inosservata la presenza del capogruppo del Pd in Consiglio comunale, nonché delegato alla Provincia, Daniele Piccione, sempre più organico all’asse Emiliano-Mellone, e del segretario amministrativo del Pd locale, Gianni Pellegrino, a conferma che del Pd ormai non ci si può fidare».

“Ma quale novità!” Tirato in ballo da più parti, interviene anche l’ex Sindaco Marcello Risi: «Da alcuni giorni all’ex ospedale Sambiasi non c’è più il reparto di lungodegenza. Trattandosi di un reparto ospedaliero, andava chiuso. I 16 posti letti saranno utilizzati (com’era previsto nel protocollo firmato da Vendola e da me) per le degenze di persone ammalate che devono essere seguite dal proprio medico di base e che non richiedono ricovero in strutture ospedaliere. Per questa “novità” prevista da anni – conclude Risi – Michele Emiliano e Pippi Mellone hanno organizzato la gazzarra di una “inaugurazione” con taglio di nastri, fascia tricolore, discorsi, autocelebrazioni».

Ospedali di comunità sono previsti anche a Campi, Maglie, Poggiardo e Gagliano del Capo.