Opere pubbliche da 3 milioni di euro: il Tar di Bari da ragione al Comune di Ugento

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Palazzo comunale di Ugento

Ugento – Con sentenza pubblicata ieri, il Tar di Bari ha annullato la graduatoria per la concessione degli aiuti ai Comuni per la realizzazione di interventi di efficientamento degli edifici pubblici. Ad essere accolto è stato il ricorso presentato dal Comune di Ugento, difeso dall’avvocato Luigi Quinto, che ha contestato l’esclusione dalla graduatoria regionale di tre progetti su altrettanti immobili pubblici localizzati nel comune ugentino: la scuola materna Agazzi, la materna e la media di via Monteverde nella frazione di Gemini e la Sede municipale, per un importo complessivo di circa 3 milioni di euro.

«Nella fase di valutazione dei progetti – afferma il legale del Comune – la commissione regionale aveva omesso di attribuire ai progetti presentati dal Comune i dieci punti previsti dal bando per il livello di progettazione, poiché mancanti della validazione, determinandone così la collocazione in graduatoria in posizione non utile per accedere al finanziamento».

Il ricorso

Massimo Lecci

Il Comune (con il sindaco Massimo Lecci) ha, dunque, presentato ricorso per far valere tale “errata applicazione del bando di gara”, che prevedeva l’attribuzione di quel punteggio ai candidati che avessero presentato un livello di progettazione esecutiva, senza richiedere la validazione.

Il Tar di Bari ha condiviso integralmente le tesi difensive dell’avv. Quinto, rilevando che “la pretesa della Regione Puglia che il progetto, nell’uno o nell’altro livello di avanzamento, fosse munito di validazione è priva di fondamento. Sul punto deve infatti considerarsi che la validazione attiene ad un momento di verifica, che presuppone il raggiungimento di un determinato livello di progettazione, ma di quest’ultimo non costituisce parte integrante. Pertanto è illegittima la mancata attribuzione ai tre progetti proposti dal Comune ricorrente del punteggio di dieci punti con riferimento al livello di progettazione progetto esecutivo”.