Opere abusive nello stabilimento balneare e scatta il sequestro della Guardia costiera

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Torre San Giovanni (Marina di Ugento) – Al termine di un’indagine avviata nel corso della passata stagione estiva, quest’oggi la Guardia costiera di Gallipoli ha sottoposto a sequestro preventivo un intero stabilimento balneare situato sul litorale di Torre San Giovanni, marina di Ugento.

Come disposto dal decreto del Giudice per le indagini preliminari, i militari hanno apposto i sigilli al chiosco ed alle relative pertinenze risultate installate senza i necessari titoli autorizzativi “ed in spregio alle numerose norme di tutela ambientale, edilizia e paesaggistica”.

Gli abusi

In particolare la pedana alla base del lido è risulta installata attraverso illecite opere di escavazione della sabbia, nonché coperta con materiale plastico e avente una struttura difforme rispetto a quella autorizzata. Anche il chiosco di circa 40 mq è risultato con una copertura difforme a quella prevista dal titolo edilizio oltre che eccedente la metratura autorizzata. Adiacenti al chiosco si trovano poi diversi locali adibiti a deposito, infermeria e wc, anch’essi privi di qualsiasi titolo autorizzativo e coperti con pannelli coibentati in alluminio. Abusivi anche gli scarichi dello stabilimento perchè “confluenti” in una fossa situata a ridosso delle dune costiere, scavata nella sabbia senza alcuna autorizzazione ambientale.

«Anche in virtù degli stringenti vincoli paesaggistici ed alla rilevanza naturalistica del sito si è reso necessario procedere al sequestro del lido onde interrompere la prosecuzione dei reati ascritti e consentire il ripristino dello stato naturale dei luoghi», si legge in una nota della Capitaneria di porto di Gallipoli.

Altro intervento della Guardia costiera questa mattina a Porto Cesareo dove è stato sanzionato un pescatore sorpreso all’alba (grazie al sistema di videosorveglianza) con circa 400 ricci di mare abusivamente raccolti all’interno dell’Area marina protetta. Gli stessi esemplari sono stati sequestrati e rigettati in mare, poiché ancora in stato vitale. Al pescatore di frodo, oltre al sequestro dell’attrezzatura subacquea, è stata comminata anche una sanzione amministrativa di 2.000 euro.