Omicidio Noemi: condanna confermata per il 19enne Lucio. Altro processo in arrivo

La madre della ragazza assassinata: "Giustizia è stata fatta. Ma restano molti lati oscuri"

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L’arresto di Lucio

Specchia – Condanna confermata anche in appello per il 19enne Lucio Marzo accusato dell’omicidio di Noemi Durini. I giudici della Corte d’assise d’appello hanno accolto la richiesta avanzata dal sostituto procuratore generale di non mutare la pena a 18 anni e otto mesi inflitta in primo grado al giovane di Montesardo (frazione di Alessano), reo confesso dell’omicidio della sua fidanzata 15enne uccisa il 3 settembre del 2017 e dallo stesso fatta ritrovare cadavere dieci giorni dopo il delitto nelle campagna tra Castrignano del Capo e Leuca.

Nel processo di primo grado, celebrato con il rito abbreviato davanti ai giudici del Tribunale per i minorenni, Lucio venne ritenuto responsabile dei reati di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione e dai futili motivi, soppressione di cadavere, porto d’arma e altri reati minori (lesioni, ricettazione e danneggiamento). In appello gli avvocati difensori avevano chiesto una nuova perizia psichiatrica e, in subordine, la messa alla prova e il riconoscimento delle attenuanti generiche. Dopo la pubblicazione delle motivazioni della sentenza, gli avvocati difensori valuteranno il ricorso davanti alla Corte di Cassazione.

Imma Rizzo

«Ci sono dei lati oscuri ancora da chiarire», ha affermato Imma Rizzo, la madre di Noemi, all’uscita dal tribunale puntando l’indice sulle presunte “contraddizioni” dei genitori dell’imputato. «Più di questa pena, purtroppo, non gli daranno quindi diciamo che sono contenta per il verdetto. Di certo – ha affermato la signora Rizzo dopo la sentenza – non lo potrò mai perdonare per ciò che ha fatto: è lui a dover chiedere perdono a Dio e a mia figlia. Lui deve sempre abbassare lo sguardo io vado a testa alta perché sono la madre di un angelo che non c’è più e che chiede giustizia».

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Intanto, proprio nel giorno della sentenza, giunge il rinvio a giudizio per il 51enne F.N., il meccanico di Patù (originario di Gagliano del Capo) che dovrà difendersi dalle accuse di stalking e lesioni per aver, secondo l’accusa, perseguitato e aggredito fisicamente i familiari dello stesso Lucio dopo essere stato accusato quale autore dell’omicidio di Noemi. Per tale calunnia, il 19enne di Montesardo ha pure rimediato un’altra condanna a due anni e otto mesi. Il 51enne meccanico è ora accusato di aver minacciato il padre di Lucio e suo fratello, prendendo quest’ultimo pure a calci, e avrebbe pure tentato di investire suo figlio. Dalla denuncia dell’imputato la versione dei fatti però cambia e ad essere minacciato sarebbe stato lui stesso.

 

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