Omicidio di Lecce, trovato il diario di De Marco: “Cercava vendetta ai suoi insuccessi amorosi, avrebbe potuto uccidere ancora”

5596

Lecce – Che avrebbe potuto uccidere di nuovo, e anche a breve, era già scritto nell’ordinanza di arresto che lo scorso 28 settembre ha portato in carcere il 21enne Antonio De Marco, reo confesso dell’atroce duplice omicidio di Lecce. La conferma arriva ora anche dal diario del giovane originario di Casarano ritrovato dagli inquirenti, grazie alle sue stesse indicazioni, nell’appartamento di via Fleming a Lecce dove viveva da studente di Scienze infermieristiche.

Antonio avrebbe colpito mortalmente i due fidanzati, e con tale brutalità, solo perchè erano felici e solo perchè eliminare Eleonora e Daniele appariva relativamente facile, conoscendone le abitudini e lo stile di vita. Dal diario ritrovato emerge la sua rabbia e il profondo senso di frustrazione alimentati dall’assenza di relazioni affettive con le ragazze. Due i “rifiuti” incassarti più di recente che lo avrebbero segnato profondamente, così da scavare nella sua psiche da “bravo ragazzo”, come tutti lo vedevano dall’esterno, trasformandolo in killer spietato.

Cercato un gesto “eclatante”

Trovano una prima, per quanto allucinante, spiegazione le parole pronunciate dagli inquirenti al momento dell’arresto quando si fece chiaro riferimento ad un gesto dal carattere “eclatante” cercato dal giovane omicida. «In criminologia – ebbe modo di affermare il procuratore capo Leonardo Leone De Castris – questo caso rappresenta una rarità vista la volontà del giovane – testimoniata dal ritrovamento di alcuni oggetti – di inscenare una sorta di “rappresentazione pubblica” della tragedia appena consumata».
Un malessere che diventa, dunque, rabbia “incontrollabile” al punto da sfociare in “vendetta” verso chi appariva più “fortunato” di lui, come i due fidanzati di Lecce (lei originaria di Seclì) capaci di costruirsi un’esistenza felice e di successo ma “insopportabile” agli occhi di De Marco.