Nuovo sbarco di migranti a Torre Pali, mentre il Comune di Salve sollecita la rimozione del relitto dello scorso gennaio

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Torre Pali (Salve) – Un’imbarcazione con a bordo almeno 45 migranti, tra i quali molte donne e bambini, è giunta questa mattina intorno alle 7 sul litorale di Torre Pali, marina di Salve, a bordo di un veliero. Si tratta di persone in larga parte provenienti da Iraq e Iran, in viaggio dunque da parecchi giorni con condizioni meteo marine alquanto difficili per il forte vento di scirocco che ha reso il mare grosso.

Molti dei migranti sono stati soccorsi in precarie condizioni salute: l’imbarcazione trasportava sei uomini adulti e due minori non accompagnati. Un uomo è stato trasferito in ospedale per accertamenti. Tra i migranti anche quattro nuclei familiari composti da madre e padre e diverse bambine e bambini. Dopo lo sbarco i migranti sono stati sottoposti a tampone per accertare l’eventuale contagio da Covid e trasferiti al centro di prima accoglienza “Don Tonino Bello” di Otranto. Arrestati i due scafisti, di presumibile nazionalità moldava. Le operazioni di soccorso, alle quali hanno preso parte Guardia costiera, Carabinieri, Guardia di finanza insieme a Protezione civile e Croce Rossa Italiana, sono state rese più difficili dalle condizioni del mare e dal fatto che il veliero sul quale viaggiavano si è pure incagliato negli scogli.

Il relitto di gennaio

Proprio oggi, intanto, l’assessore al Turismo del Comune di Salve Francesco De Giorgi ha sollecitato la rimozione del relitto dell’imbarcazione che si arenò lo scorso 25 gennaio sempre a Torre Pali, in località “Isola della Fanciulla”.
«Date le ripetute mareggiate, l’imbarcazione in oggetto ha sparso una grande quantità di rifiuti, di ogni sorta, sul tratto di costa che va dalla marina di Torre Pali alla marina di Lido Marini. Ciò ha creato e sta creando una situazione di degrado ambientale che la nostra comunità non può più tollerare», si legge nella nota inviata all’Agenzia delle dogane di Bari e per conoscenza a Prefetto di Lecce, Capitaneria di porto di Gallipoli, Ditta Eco servizi ambientali di Lequile.
Più volte tali operazioni di ripristino dello stato dei luoghi sono state date per “imminenti” ma problemi di varia natura hanno fatto si che l’intera stagione estiva sia trascorsa con il relitto pericolosamente vicino ai bagnanti.