Nuova vita per la chiesetta di San Giuseppe a Galatone. C’è la mano di “Mesciu Cicciu” Danieli, e si vede

577
Francesco Danieli

Galatone – Nuova vita per la chiesetta di San Giuseppe, nelle campagne ad ovest di Galatone, grazie alle sapienti mani di “Mesciu Cicciu” Danieli, storico, iconologo e artista, oltre che maestro muratore delle antiche di costruzione. È stato lui a dare nuova luce alla cappelletta eretta nel 1925 dalla famiglia Caputo, oggi proprietà di Vito e Mariagrazia Baglivo, che ne hanno finanziato il recupero.

Al piccolo tempietto di contrada Spisàri, spogliato tra gli anni ’80 e ’90 delle sue ricchezze artistiche, sono legati quanti, d’estate, villeggiano in zona.  “Nella cappella, in testa all’altare centrale, era stata effigiata una tela raffigurante San Giuseppe realizzata, quasi sicuramente, da un pittore locale. Questa – spiega Danieli – assieme ai candelieri, alla croce, alle ampolle dell’offertorio ed altri paramenti fu rubata nell’inverno tra il 1989 ed il 1990. Le tele furono sostituite nello stesso anno con delle stampe di grandi dimensioni che raffiguravano le stesse immagini sacre e furono posizionate negli stessi posti, in modo da restituire sufficiente decoro alla chiesa e, durante l’estate, riprendere la celebrazione domenicale. Un secondo furto avvenne nell’inverno del 1995 quando, dal campanile, fu rubata la campana in bronzo”.

Il nuovo dipinto

Oltre al restauro della struttura esterna, ad impreziosire la chiesetta da oggi c’è proprio la mano dello storico galatonese, che ha pure donato un nuovo dipinto realizzato da lui stesso ad olio su tavola, raffigurante il “Sogno di Giuseppe”. “Un’opera originale e densa di rimandi teologici e allegorici: la passione di Cristo, prefigurata dagli attrezzi del falegname di Nazareth, attualizzata nell’era del Covid grazie alla presenza, tra di essi, di una mascherina Ffp2”.

In attesa di un’inaugurazione ufficiale in tempi migliori, venerdì 19 marzo per la festa del santo falegname, la chiesa resterà aperta per l’intera giornata.