Matino – Surano – È forte la preoccupazione circa il futuro dei lavoratori di Mercatone Uno. In questi giorni gli addetti addetti stanno ricevendo la nota con la quale l’amministratore delegato della “Shernon holding”, proprietaria della catena di grande distribuzione, comunica loro la presentazione, presso il tribunale di Milano, della domanda di ammissione alla procedura di concordato preventivo.

Ad appena otto mesi da quella che si pensava fosse la soluzione di una crisi, per i dipendenti torna l’incubo dei licenziamenti e della cassa integrazione. Sono 256 i lavoratori pugliesi interessati, 123 dei quali impiegati nei centri commerciali di Matino (46), Surano (35) e San Cesareo (42). Il tenore della missiva non lascia spazio all’immaginazione dov’è scritto: «Comprendo bene come tutto ciò possa determinare nuova ansia e preoccupazioni per te, per i tuoi colleghi e per le vostre famiglie: ma ancora una volta credendoci insieme possiamo farcela».

Un appello che invece di incoraggiare sembra aumentare gli interrogativi. «È davvero paradossale ritrovarsi dopo così poco tempo ancora una volta senza una prospettiva», fa sapere Barbara Neglia, segretaria generale della Filcams Cgil Puglia. La sindacalista punta l’indice contro la carenza di controlli sulla vicenda da parte degli organi di vigilanza del Ministero dello Sviluppo Economico, “che appena la scorsa estate avevano permesso l’acquisto da parte della nuova società di quel che rimaneva di Mercatone Uno”. Solidarietà agli occupati viene espressa pure dalla federazione provinciale del Partito comunista.

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Nel 2015 Mercatone Uno era sull’orlo del fallimento e venne salvata proprio dal ricorso all’Amministrazione straordinaria speciale. La stessa Shernon è stata costituita per acquisire la maggior parte (55) dei punti vendita dall’Amministrazione straordinaria, operazione che sembrava aver portato alla salvaguardia occupazionale di 2.304 dipendenti, pari a circa l’85% del totale degli occupati.

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