Notte della Taranta tra festa di piazza ed evento televisivo. Quest’anno c’è la diretta su Rai 2 con Gino Castaldo e Belen

«Ma non ci sarà l'interferenza della tv perché noi non saremo sul palco», afferma il critico musicale

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Melpignano – Il Concertone della Notte della Taranta quest’anno sbarca per la prima volta in diretta su Rai Due. Basterebbe questo dato per comprendere quanta strada la manifestazione abbia fatto sin dal 1998, quando si svolse la prima edizione su iniziativa dell’Unione dei Comuni della Grecia Salentina e dell’Istituto “Diego Carpitella”.

I numeri dell’edizione 2019 della Notte della Taranta

Il numero degli spettatori è cresciuto in maniera esponenziale (100 o 150mila che siano, il colpo d’occhio sul piazzale dell’ex convento degli Agostiniani resta sempre affascinante) così come l’interesse della critica che ormai considera Melpignano la culla di uno dei festival di musica popolare più famosi d’Europa, se non del mondo.

Belen Rodriguez

Quest’anno a suggellare l’eco e la rilevanza del “prodotto televisivo” che affianca la manifestazione ci sarà la conduzione di Gino Castaldo, considerato uno dei più importanti critici musicali italiani. «Ma non ci sarà l’interferenza della tv perché noi non saremo sul palco», ha affermato Castaldo nella conferenza stampa di presentazione, al Palazzo Baronale di Melpignano, facendo riferimento alla sua conduzione accanto a Belen e Stefano De Martino.

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Negli ultimi anni i “puristi” della pizzica hanno lamentato lo snaturamento del concertone che sarebbe diventato più un prodotto televisivo”, per l’appunto, perdendo via via il radicamento con le origini. Un “pegno” da pagare, afferma qualcun’altro, quale contraltare per la notorietà di un evento divenuto qualcosa di più grande di quanto gli stessi organizzatori nel corso degli anni potessero pensare.

«Il direttore Freccero qualche anno fa venne a vedere il concerto da spettatore. Fu rapito dalla bellezza del concerto. A gennaio gli ho scritto per proporgli la diretta tv. Mi ha risposto immediatamente», ha affermato in conferenza stampa Massimo Manera, presidente Fondazione La Notte della Taranta. A fargli eco lo stesso direttore di rete: «Mi sembrava doveroso che uno degli eventi culturali e sociali più importanti della stagione. Ho scelto come conduttore della serata un maestro della critica come Castaldo. Sarà lui a insegnare a due tarantolati mediaticamente come Belen e De Martino il valore culturale di questo evento».

«La dimostrazione di questo fenomeno – ha continuato Freccero – è che tutti gli alberghi siano completi. Io sono un cultore della Taranta, sono molto colpito da questa manifestazione, una delle più belle. Mi sembrava non elegante mandarlo in onda su una rete minoritaria. Deve essere divulgata a tutti, non solo ai cultori e agli innamorati di questa tradizione incredibile, favolosa ed emblematica».

Filo conduttore, al netto di ogni valutazione, resta sempre la “contaminazione” tra musica e culture che ha portato la pizzica salentina a confrontarsi con mondi lontani da se, alcuni persino inimmaginabili. Leitmotive dell’edizione 2019 è la tutela dell’ambiente. In collaborazione con Intesa Sanpaolo e Legambiente, la Fondazione La Notte della Taranta promuove durante la diretta su Rai2, una raccolta fondi per la tutela di quattro oasi del Mezzogiorno: Torre Squillace a Nardò, le Dune di Sovereto a Isola di Capo Rizzuto (Crotone), l’Oasi dei Variconi a Castelvolturno (Caserta) e la Zona di protezione speciale “Costa Ionica Foce Varone” a Pisticci (Matera).

Anche quest’anno, come nel 2018, il pre-concertone (quello che non andrà in diretta tv) vedrà salire per primi sul palco i bambini della Piccola Ronda di Torrepaduli (Ruffano). A seguire ci sarà l’”Orchestra dei braccianti” con musicisti provenienti da Italia, Francia, Gambia, Nigeria, Tunisia, India che attraverso la musica intendono inviare un messaggio sociale contro il caporalato, seguiti da Nando Citarella & Tamburi del Vesuvio.

Maestro concertatore sarà il barese Fabio Mastrangelo, primo pugliese cui spetta questo onore, a capo della Russian Philarmonic di Mosca. L’Orchestra Popolare ospiterà Elisa, che nelle prove ha già sfoggiato un perfetto accento salentino e che ha affermato: «La notte della Taranta è quasi più conosciuta all’estero che in Italia. Tantissime emittenti televisive straniere la seguono. È proprio un gioiello così com’è. È la festa di paese più importante al mondo». La cantante si metterà alla prova con la Pizzica di Galatone: «Mio padre, che suonava tanti strumenti musicali senza aver mai studiato, era di Gallipoli, io sono per metà pugliese», ha poi svelato la 41enne cantautrice triestina la quale ha poi confidato come siano stati Emma Marrone, Alessandra Amoroso e Giuliano Sangiorgi ad inviarle alcuni messaggi vocali per insegnarle la pronuncia esatta di alcune parole in dialetto salentino.

Ci saranno anche il rapper Guè Pequeno (“Chi più dei rapper rappresentano la cultura popolare oggi?”, ha affermato il direttore artistico Daniele Durante), oltre a Enzo Avitabile, Alessandro Quarta, Maurizio Colonna e altri ancora.

La Fondazione ha reso noto che nella scaletta ci sarà spazio, per la prima volta, per  alcuni brani della tradizione salentina: “Pizzica di Cellino San Marco”, “Senza camisa”, “La mujere vascia”, “Nu te la pijare”, “U pecuraru”, “Lule lule”, “Lu vecchiu” e “La Foresta”.

Prima di Mastrangelo hanno guidato il concertone Daniele Sepe (1998), Piero Milesi (1999 e 2001), Joe Zawinful (2000), Vittorio Cosma (2002), Stewart Copeland (2003), Ambrogio Spargna dal 2004 al 2006, Mauro Pagani dal 2007 al 2009, Ludovico Einaudi (2010-11), Goran Bregovic (2012), Giovanni Sollima (2013-2014), Phil Manzanera (2015), Carmen Consoli (2016), Raphael Gualazzi (2017), Andrea Mirò (2018).

Tanti gli ospiti illustri nelle 21 edizioni fin qui svoltesi, da Lucio Dalla a Francesco De Gregori, da Roberto Vecchioni a Vinicio Capossela, sino a Ligabue, Gianna Nannini, Caparezza, Nada, Boomdabash, Max Gazzè, James Senese, Massimo Ranieri e artisti internazionali come Gregory Porter, Suzanne Vega, Pedrito Martinez, Buena Vista Social Club, Diego El Cigala, Ballaké Sissoko, Savina Yannatou, Mercan Dede.

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