Neviano, “Unità cure primarie” da salvare, ma per Regione e Ambito sociale “ormai è tardi”

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Il Comune di Neviano

Neviano – Non si placano le polemiche intorno al destino dell’Unità cure primarie di via Tuglie. Poche settimane fa la Regione ha chiesto la restituzione dei fondi erogati per il progetto di ristrutturazione visto il cambio di destinazione d’uso operato dall’Amministrazione Comunale, che l’ha resa un poliambulatorio con servizi sanitari pur avendo ottenuto il finanziamento per una casa-rifugio per donne vittima di violenza.

Ammonta ad oltre 450mila euro la somma che le casse comunali nevianesi dovranno restituire a Bari: nei giorni scorsi la vicenda ha generato un grosso dibattito che ha visto il sindaco Silvana Cafaro rivendicare la correttezza del proprio operato e accusare l’opposizione di aver remato per la chiusura del centro, con la minoranza di piazza Concordia intenta a mettere in evidenza le presunte irregolarità procedurali compiute dalla Giunta sulla questione, denunciate già negli anni passati dai consiglieri Cosimo Pellegrino, Luigi Stifani e Anna Chiara Tundo.

L’Ambito sociale 

Nel rimpallo di accuse, l’ultimo ad intervenire sulla vicenda pochi giorni fa con una nota è il presidente dell’Ambito territoriale sociale di Galatina, Antonio Palumbo: «Una serie di interrogazioni in Consiglio comunale e il dibattito politico anche al di fuori di esso, hanno reso pubblica la destinazione della struttura che, quindi, non avendo più le condizioni di segretezza e tranquillità non ha potuto accogliere nessuna ospite».

Secondo l’Ambito, nessuna “modifica strutturale o sostanziale dell’immobile”, che lo rendono quindi ancora utilizzabile “per raggiungere gli obiettivi originali, con la sola limitazione alla destinazione di casa-rifugio per la perdita di segretezza del servizio”. «Tenuto conto della necessità di avere un alloggio per adulti in difficoltà del territorio – scrive Palumbo – abbiamo deliberato di destinare la struttura a sede di servizi socio-assistenziali e di dar corso alla richiesta di una nuova autorizzazione al funzionamento della struttura».

Nasce il comitato

In paese intanto nasce un “Comitato per salvare il Poliambulatorio” che, insieme ai “tesserati e simpatizzanti del circolo Pd di Neviano”, firma una lettera indirizzata a Regione, Provincia, Comune e Ambito, rispondendo alle posizioni di quest’ultimo: «Il Poliambulatorio è divenuto centro di riferimento di imprescindibile importanza per anziani e centinaia di famiglie. L’Ambito territoriale sociale di Galatina, dopo aver ritardato nell’accreditare la struttura e permesso e concesso per anni l’utilizzo della struttura in oggetto quale sede del centro socio-assistenziale, tenta oggi di correre ai ripari richiedendo una nuova autorizzazione al funzionamento della struttura quale alloggio per adulti in difficoltà».

Servizi sanitari da salvare secondo la nota dei firmatari: «Alla luce di quanto detto, si chiede a tutti i soggetti istituzionali coinvolti di operare congiuntamente al fine di risolvere la situazione nel migliore dei modi per la cittadinanza salvando in primis il centro socio assistenziale».