Netturbini licenziati, incontro in Prefettura. “I vostri precedenti non sono decisivi per l’interdittiva”

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Gallipoli – I licenziamenti che hanno colpito lavoratori della Gial Plast e di altre aziende del ramo rifiuti sono dovuti ad una autonoma decisione della società di Taviano. I precedenti giudiziari e penali dei lavoratori allontanati dal posto di lavoro non sono un elemento decisivo del provvedimenti di interdittiva antimafia.

Questi alcuni passaggi della nota della Prefettura di Lecce emessa oggi, a seguito del sit in svoltosi nei giorni scorsi in viale XXV Luglio a Lecce, con conseguente incontro col capo di Gabinetto, dottoressa Mariano.

“Autonoma decisione dell’azienda”

L’incontro Come si ricorderà l’incontro era stato sollecitato dal sindacato Cobas provinciale e regionale, rappresentato da Giuseppe Mancarella e Roberto Aprile, riguardante anche le ditte Ecotecnica, Ecoword, e Monteco di Lecce.

Il sindacalista Aprile ha riconosciuto la complessità della vicenda che ha toccato il posto di lavoro di trenta persone ed ha chiesto un faccia a faccia in Prefettura con i dirigenti aziendali: come si ricorderà, la Gial Plas a seguito di una sospensiva giudiziaria della interdittiva, ha riacquistato la titolarità della gestione aziendale, sia pure sotto il controllo giudiziario.

Chiesto nuovamente un incontro con la ditta

La Prefettura dal canto suo ha ribadito che “la vicenda giudiziale dell’interdittiva non è ancora conclusa” e si è detta anche per questo contraria all’incontro con Gial Plast nella sede ufficiale. Aprile ha allora insistito proponendo un’altra sede, pur di avere un confronto diretto con l’azienda finora mai riuscito. La dottoressa Mariano si è detta disponibile ad approfondire questo aspetto.

Salvaguardate le attività antimafia Il sindacato ha voluto infine rilevare che non intende in alcun modo interferire con le attività antimafia poste in essere dalla Prefettura di Lecce.