“Nessun espediente per evitare l’arresto”: interviene il legale di un 36enne di Nardò

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Nardò – “Si finge malato di Covid per sfuggire alla cattura”: così la maggior parte delle testate giornaliste locali avevano titolato in occasione dell’arresto di un 36enne di Nardò (L.E.M. le sue iniziali) lo scorso 15 novembre sulla base di quanto comunicato dal commissariato di Polizia intervenuto.

A distanza di un mese è il suo legale, avv. Andrea Frassanito, a precisare quanto accaduto. «Non risponde al vero che il M. in occasione del suo arresto abbia “finto” di essere affetto da Covid. È vero, invece, che costui abbia nei giorni che hanno preceduto il suo arresto, avvenuto peraltro presso la propria abitazione, avuto contatti diretti con familiari (convivente e figlio minore) risultati positivi al Covid ed in isolamento fiduciario domiciliare e presentava sintomi compatibili con il contagio (febbre e tosse), che gli esami ai quali è stato sottoposto prima di essere tradotto in carcere (ed ai quali si sarebbe in ogni caso dovuto sottoporre), hanno escluso.  Non risponde parimenti al vero che il M. in occasione del precedente arresto sia ricorso ad altro espediente per sottrarsi alla detenzione (farsi ingessare una gamba): è vero invece che in tale occasione, a seguito di un incidente stradale, aveva subito la “frattura spiroide del 3° distale di tibia dx” con applicazione di gesso femoro-podalico e con successiva sottoposizione, nel corso della detenzione, ad in primo intervento chirurgico per la riduzione e sintesi della frattura ed un secondo per la rimozione dei mezzi di sintesi. Per i postumi della frattura è stato riconosciuto invalido al 75%»