Nella Pasqua in lockdown, l’impegno della Caritas di Nardò-Gallipoli verso le tante richieste di aiuto

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Nardò – Seconda Pasqua in lockdown, con numerose attività commerciali sull’orlo del fallimento, posti di lavoro irrimediabilmente perduti, nuove povertà che si aggiungono a quelle di sempre, con famiglie strette nella morsa del bisogno, e lo spettro che le emergenze economiche diventino pure emergenze sociali.

Sono tante le iniziative nella diocesi di Nardò-Gallipoli, guidata  da mons. Fernando Filograna, il cui direttore Caritas don Giuseppe Venneri (di Nardò) traccia  ora un bilancio, sia pure sommario, sulla recente raccolta alimentare. Sono state coinvolte le 66 comunità parrocchiali dei 18 Comuni ricadenti nella diocesi e la solidarietà non è mancata neanche stavolta, con oltre 4 tonnellate di pasta raccolta, circa 3.000 confezioni di passata di pomodoro, 1.000 litri di olio d’oliva e molto altro ancora.

«È un’esperienza di condivisione che si sta via via consolidando, in cui – dice don Giuseppe, nella Caritas dal 2018 – durante i tempi forti dell’Avvento e di Quaresima le diverse comunità cittadine raccolgono il prodotto loro assegnato; insieme a i volontari abbiamo ritirato tutta la merce raccolta, per poi confezionare i cesti necessari alle famiglie assistite dalle nostre Caritas parrocchiali, che, a loro volta, ora stanno procedendo alla consegna ai diretti interessati».

Pure le due Mense diocesane di Nardò e Gallipoli, nonostante la pandemia, operano a pieno regime: basti pensare che nella sola Gallipoli, gli assistiti che ritirano giornalmente i pasti preconfezionati sono passati dai 25 dell’estate scorsa ai 44 di quest’ultimo periodo. A Gallipoli sono sei le parrocchie (di cui una nel centro storico: la cattedrale di Sant’Agata), due nella parte nuova della città (“San Gerardo”  e “San Gabriele”), e tre al borgo: “Sacro Cuore”, “San Lazzaro”, e “Sant’Antonio”, quest’ultima che ospita anche il Centro di accoglienza “AgaPolis”. «Qui le famiglie assistite sono 48 – dice la volontaria Caritas, Agata Coppola – che ricevono mensilmente il nostro aiuto “concreto”. Sono tanti e vari i bisogni specie in questo periodo: da chi cerca lavoro come “badante”, a chi, come alcune famiglie del luogo, è in cerca di badanti per i propri genitori anziani. E noi, come Caritas, non ci tiriamo indietro».