“Nel Salento poche risorse per contrastare gli incendi”: Italia Nostra si chiede anche perchè i Canadair partano dalla Calabria

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Marcello Seclì

Parabita – «Maggiore impegno e maggiori risorse per prevenire gli incendi boschivi nel Salento»: li chiede la sezione Sud Salento di Italia Nostra con una nota inviata a tutti i soggetti che hanno un ruolo di responsabilità. Dal presidente della Regione Michele Emiliano, a quello della Provincia Stefano Minerva, al Prefetto e ai sindaci salentini.

Il riferimento ultimo è al gigantesco rogo che lo scorso lunedì ha incenerito circa 70 ettari di vegetazione naturale sulla costa di Galatone e Sannicola, nell’area Sic “Montagna Spaccata e Rupi di San Mauro”, così come agli altri incendi verificatisi anche in aree protette, riproponendo “drammaticamente il problema della inadeguatezza del nostro sistema regionale di prevenzione incendi”.

“Risorse inadeguate”

«Se è vero che la giornata particolarmente ventosa ha reso possibile la propagazione dei fuochi e arduo il loro controllo, è vero anche che tali scenari si ripropongono con inquietante frequenza ogni anno e trovano puntualmente le comunità impreparate ed esposte a danni gravi all’ambiente, al paesaggio ed alle economie per molti aspetti irreversibili», scrive Marcello Seclì, presidente della sezione Sud Salento di “Italia nostra”. Oltre al “generoso impegno dei soggetti impegnati a domarli”, Italia Nostra mette l’accento sulle risorse “inadeguate e/o inattuate, mentre i fondi destinati al settore dalla Regione, addirittura ridotti qualche anno fa, restano decisamente insufficienti”.

«Il personale addetto all’avvistamento ed al primo intervento dovrebbe avere un deciso potenziamento, così come – continua Seclì – servirebbero una serie di azioni preventive come la manutenzione delle strade comunali e provinciali, la realizzazione di piste forestali per rendere più agevole l’accesso alle zone minacciate da parte dei mezzi di soccorso, l’apertura di viali tagliafuoco, l’approntamento di una rete di distribuzione di acqua per lo spegnimento, collegata ad adeguate cisterne di accumulo. In tal senso ci risultano decisamente inadeguate le azioni di informazione, di sensibilizzazione, di pulizia, di prevenzione e controllo adottate dai comuni, a partire dallo sfalcio della vegetazione secca nelle aree pubbliche ed anche in quelle private».

“Perchè i Canadair dalla Calabria e non dai nostri scali?”

Il canadair in azione

Altro problema quello dell’intervento degli aerei Canadair che partono da Lametia Terme, in Calabria, “quando la Puglia dispone di più prossimi scali militari e civili come
Brindisi, Grottaglie e Galatina. Quali resistenze impediscono che questi scali dispongano di
una sezione riservata al servizio antincendio?”.

“Italia Nostra” si chiede poi se siano mai state attivate delle indagine specifiche per collegare questi gesti, non certo isolati, né causali, né scoordinati, a possibili disegni criminali di devastazione del territorio a fini speculativi”.

“Basta con le solite riunioni”

«Questa associazione, che spesso in questi anni ha cercato di dare il suo contributo
propositivo su tali problematiche, auspica che gli incendi di questo inizio estate 2020 pongano fine alle solite riunioni (dalle quali sono escluse le associazioni di volontariato ambientale) di “vertice”, ai soliti “comunicati” e alle “denunce contro ignoti” strumenti cui finora spesso si è limitato l’intervento pubblico. La Puglia, già oggi agli ultimi posti tra le regioni italiane per superfici boscate e per biodiversità, non può permettersi ancora di subire queste devastazioni», conclude “Italia Nostra”.