Croceristi ed eventi: a Gallipoli gli spostamenti dei turisti al centro degli appetiti della malavita

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Gallipoli – Il legame tra malavita e affari legati al turismo emerge in tutta la sua virulenza tra le pieghe dell’operazione Efesto, che ieri all’alba ha portato a Gallipoli all’arresto di sei persone.

Con la violenza e l’intimidazione veniva garantito il monopolio nel servizio delle navette turistiche e dei pulmini con conducente. Il referente, scrivono gli inquirenti, è il 46enne Luigi Cardellini. A lui (tra l’altro pure privo di licenza) si rivolgono gli operatori del settore (anche quelli organizzati) che vogliono lavorare a Gallipoli per prelevare i turisti dall’aeroporto di Brindisi, accompagnarli in albergo e viceversa.

Navi da crociera e grandi eventi 

Nel mirino, ovviamente, finiscono subito anche le navi da crociera che attraccano al porto, con il giro di affari che cresce in maniera esponenziale. E i grandi eventi, spettacoli come quello “del 21” (data che ricorre in una conversazione tra un operatore ed il 46enne), “con tutta la gente da trasportare con le navette dai parcheggi al porto” (il 21 luglio dello scorso anno Gallipoli ha ospitato “Battiti live”).

Le minacce ad un conducente di pulmino che viene da fuori paese vengono fatte addirittura davanti agli stessi turisti, con la promessa di bruciare il furgone (per la seconda volta) e pure “con l’autista dentro”).

Le armi

La pistola

L’indagine condotta dalla Polizia è scaturita da un controllo amministrativo finalizzato a riscontrare, a campione, se le armi dichiarate all’autorità di pubblica sicurezza dai titolari autorizzati fossero effettivamente presenti nel luogo dichiarato. Dal confrornto incrociato con le banche dati della Polizia è emerso un vorticoso “giro” delle armi che venivano acquistate da soggetti autorizzati per poi finire sul mercato illegale.

Armi per intimorire i rivali, anche quelli d’amore. Nel corso di un’intercettazione telefonica, il 46enne Moreno Galluzzo chiede una calibro 9 per risolvere una vicenda di natura passionale. Nelle 54 pagine dell’ordinanza di custodia cautelare firmata dal Giudice delle indagini preliminari Cinzia Vergine, su richiesta del Pubblico ministero Giovanni Cannarile, emergono vari risvolti legati al traffico di armi, molte delle quali (“ben 29” si ascolta in una conversazione) sarebbero finite anche a Roma.

Domani si svolgeranno gli interrogatori di garanzia a carico degli arrestati. E la città torna a interrogarsi sulla ramificazione della criminalità nel tessuto economico, a cominciare dai settori più lucrosi.