Nardò, centro di ricerca collegato alla Scuola di Medicina di Gallipoli: al lavoro Comune e Università di Bari

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Nardò – Collegato alla nascente Scuola di Medicina dell’Università di Bari a Gallipoli, ci potrebbe essere un Centro di ricerca e cura sulle malattie emergenti del territorio ospitato nell’ex ospedale “San Giuseppe Sambiasi”; questa la prospettiva su cui sta lavorando l’Amministrazione comunale guidata da Giuseppe Mellone. Una delegazione di amministratori neretini aveva mesi fa partecipato al convegno sulla Scuola di  Medicina nel “Sacro Cuore” proprio con l’obiettivo di entrare a far parte di quel progetto. Se ne parla ufficialmente adesso, dal versante neretino, con una nota ufficiale in cui si dà risalto “alla intermediazione e alla utilissima collaborazione del professor Rosario Polizzi, già presidente del Consiglio del corso di Laurea Magistrale di Medicina e Chirurgia dell’Università di Bari”.

La decisione della Giunta comunale La Giunta di Palazzo Personè ha formalmente invitato con una deliberazione del 10 aprile scorso la Regione Puglia, l’assessorato regionale alla Sanità, l’Università degli Studi di Bari e la Scuola di Medicina dell’ateneo barese, “a valutare l’apertura a Nardò di un centro di ricerca regionale ospedaliero-universitario focalizzato sulle patologie più riscontrate nel territorio secondo le indicazioni dei medici di medicina generale”. L’idea è appunto quella di allocare nell’ex ospedale neretino l’attività scientifica e di ricerca e nell’ospedale “Sacro Cuore di Gesù” di Gallipoli, pienamente operativo, l’attività clinica e di ricovero, coinvolgendo dunque le scuole di specializzazione e la branca di Scienze Infermieristiche dell’ateneo del capoluogo pugliese e valorizzando il personale ospedaliero locale”. Il prossimo passo sarà l’indizione di una conferenza di servizi con tutti i soggetti interessati.

I commenti di Mellone, Mita, Polizzi “Consideriamo una prospettiva molto interessante – dice il Sindaco Mellone – quella di “riconvertire” in questo modo il nostro ex ospedale, che oggi al di là dei servizi come presidio territoriale di assistenza rischia di rimanere in gran parte chiuso e inutilizzato. L’attivazione di un centro di ricerca di tipo traslazionale, cioè con i ricoveri a Gallipoli, è una destinazione utile e di grande prestigio per la nostra città. In questa direzione l’Amministrazione comunale è pronta a fare tutto quanto è nelle proprie prerogative e possibilità per concretizzare l’obiettivo. Ringrazio per la collaborazione il professor Polizzi e sono certo della disponibilità del presidente Emiliano (nella foto col Sindaco)”. “Non è casuale – aggiunge il vicepresidente della Provincia di Lecce e consigliere comunale Paola Mita – che a Nardò possa farsi ricerca scientifica sulle malattie emergenti del territorio, anche in presenza dell’antico “nodo” della discarica di Castellino e considerando quindi la presunta relazione tra il sito e alcune patologie la cui diffusione negli ultimi anni è sensibilmente cresciuta”. “È la prima volta – dice il professore Rosario Polizzi – che un progetto di questo tipo, peraltro molto concreto per come è stato delineato, parte dal territorio e in questo l’amministrazione comunale di Nardò si è dimostrata lungimirante. Si può tutelare la sanità pugliese anche in questo modo, ottenendo nel contempo un consolidamento della forza delle nostre università e valorizzando adeguatamente il ruolo di chi lavora nelle strutture ospedaliere”.