Torre Uluzzo

Nardò – Interventi su torri costiere e di avvistamento: il Comune intercetta un finanziamento regionale di 25mila euro per la conservazione e la messa in sicurezza di Torre Uluzzo, oggi in stato di profondo degrado. Il progetto è stato redatto dall’architetto neretino Alessandro Giuri e ha un costo complessivo di 34mila euro (25mila provenienti dalla Regione e 9mila da fondi comunali). L’intento è di mantenere le condizioni ambientali in cui il manufatto si trova e consolidarne l’aspetto nelle cromie e nell’utilizzo dei materiali, ai fini di un futuro intervento di restauro. In una più ampia ottica di valorizzazione del bene, verrà anche sistemata l’area circostante e il relativo percorso di avvicinamento, oggi piuttosto impervio, per garantire la fruizione dell’area in condizioni di sicurezza (segnaletica, staccionata e ripristino di tratti di muretto a secco preesistente oggi ridotti a rudere), poiché attualmente la torre rappresenta un pericolo per l’incolumità di visitatori e fruitori. Insieme a quello neretino, la Regione ha selezionato anche analoghi progetti presentati dai Comuni di Racale, Vico del Gargano e Zapponeta.

Agenti atmosferici causa del degrado. Situata davanti all’omonima baia, Torre Uluzzo prende il nome dal termine dialettale con cui si indica l’asfodelo, pianta delle gigliacee presente nell’area circostante. Si eleva a strapiombo sul mare dominando una cala di inestimabile valore archeologico che ospita la cultura dell’Uluzziano e le testimonianze fossili del primo “sapiens” d’Europa. È raggiungibile a piedi tramite un sentiero sterrato accessibile dalla litoranea Santa Caterina-Sant’Isidoro. Orientamento, umidità e vegetazione infestante sono state negli anni le principali cause della cattiva conservazione del bene, compresi crolli e danneggiamento di parti della muratura ed erosione diffusa.

Mino Natalizio

Natalizio: “Ottima notizia in vista del restauro”. «Oggi questo finanziamento – esulta l’assessore comunale all’Ambiente Mino Natalizio – ci permette di mettere in salvo l’immobile, di consolidarlo in vista di un futuro restauro. Un’altra bella notizia per la città e per il suo patrimonio architettonico e culturale. Direi, anche per la memoria storica dell’intera comunità neretina. Frutto ancora una volta della capacità di questa Amministrazione di prendersi cura dei propri beni, di progettare, di guardare in prospettiva».

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Fondi per rendere accessibile la spiaggia di Sant’Isidoro. Sempre in merito ai fondi regionali a beneficio della costa neretina, Palazzo Personè ha annunciato in questi giorni anche un altro finanziamento, di 20mila euro, che viale Capruzzi destinerà al tratto di spiaggia libera di Sant’Isidoro per interventi (a basso impatto visivo) che consentiranno fruibilità dell’area demaniale e libera balneazione alle persone diversamente abili. Nello specifico: area parcheggio nelle immediate vicinanze della spiaggia con l’aggiunta di tre stalli dedicati, eliminazione barriere architettoniche, rampa pedonale in legno di 65 metri per percorrenza agevolata e sicura dal marciapiede alla battigia, servizi igienici e spogliatoi accessibili. Tutte le opere saranno in legno e a carattere stagionale, da installare senza alterazioni né danneggiamenti degli strati naturali. Il progetto in questo caso è dell’architetto Egidio Muci. In provincia di Lecce gli altri Comuni destinatari di analogo finanziamento sono Alliste, Melendugno, Racale, Taviano e Ugento. «Azioni concrete che mi stanno particolarmente a cuore – ha dichiarato il consigliere comunale di maggioranza Giuseppe Verardi, delegato di Sant’Isidoro – e che sono un segno dell’attenzione dell’Amministrazione Mellone nei confronti della marina».

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