Nardò, tentò di uccidere il padre della ex per convincerla a tornare con lui: 11 anni a 34enne neretino

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Nardò – Fu la prontezza d’animo di una ragazza 20enne a salvare da conseguenze più gravi il padre e le altre due persone in casa, in quei momenti drammatici di un drammatico risveglio a sfondo passionale. Lei, la causa scatenante di un rapporto sentimentale finito, di un’aggressione a domicilio, era al piano di sopra e si era appena svegliata. Forse dal timbro di voce o da qualche frase urlata a piano terra, aveva capito subito la tragedia incombente: così aveva deciso di saltare dalla finestra, dapprima su di un terrazzino e poi, con un volo di quattro metri, nel giardino di casa, per mettersi a correre e chiamare aiuto. Con lei i carabinieri erano tornati all’abitazione, in contrada Grotta Corsari, diventata all’improvviso un luogo di sequestrati e sequestratore.

Autore di un tentato omicidio, sequestro di persona, rapina aggravata, porto e detenzione di arma, resistenza e violenza a pubblico ufficiale, violazione di domicilio aggravata era stato il 34enne Alvise Miccoli, neretino, incapace di accettare a fine di un amore. Era così entrato a casa dell'”amata” sfondando la porta, cospargendo il padre di lei di benzina e cercando di dargli fuoco, terrorizzando l’anziana nonna e la sorella della ex fidanzata. L’uomo aveva portato con sé alcune bombole di gas per farle esplodere con la casa se la “sua” donna non fosse tornata con lui.

Per cercare di ricondurre a ragione Miccoli, c’erano volute lunghe ore di trattative portate avanti dai carabinieri della Compagnia di Gallipoli  e, infine, il decisivo intervento della ragazza in quella mattinata del 20 luglio di due anni fa. Il processo si è svolto col rito abbreviato. Una simile violenza è costata al giovane 11 anni e quattro mesi di reclusione. Una volta scontata la pena, sarà in libertà vigilata per altri due anni.