Nardò, sentenza storica sul randagismo: Asl e Comuni non sono sempre responsabili dei sinistri provocati dai randagi

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Il consigliere Gianluca Fedele davanti a un canile

Nardò – “Comune e Asl non sono responsabili in automatico dei danni causati dai randagi”: una sentenza del Tribunale di Lecce boccia la richiesta di risarcimento danni di un cittadino che aveva chiamato in causa il Comune di Nardò e lo condanna al pagamento delle spese di lite.

La vicenda nasce da un ingente risarcimento preteso a suo tempo da un cittadino vittima di un sinistro avvenuto anni fa lungo una strada extraurbana neretina a causa dell’impatto con un cane. Per il giudice, in sostanza, non può essere la mera inosservanza dell’obbligo giuridico (in capo alla Asl) di provvedere alla cattura dell’animale randagio a determinare la colpa, perché non può essere del tutto impedito che un animale circoli in un determinato momento sul territorio. A meno che – prosegue la sentenza – l’ente preposto abbia colpevolmente omesso di attivarsi per la cattura nonostante le segnalazioni (ma non è questo il caso in questione).

Il Comune, inoltre, non è obbligato a svolgere attività di recupero cani randagi ma solo di accoglienza. Per il giudice della prima sezione civile del Tribunale di Lecce Caterina Stasi, essendo il sinistro avvenuto su strada extraurbana tra campagne e fondi privati, è l’automobilista che deve adeguare la propria condotta di guida (e la velocità) alle caratteristiche del luogo per evitare l’impatto con animali randagi o selvatici.

Commenta con soddisfazione Gianluca Fedele, consigliere comunale di Andare Oltre e delegato al Randagismo: «Si afferma un principio giustissimo perché cancella il meccanismo di automaticità nel riconoscimento della responsabilità degli enti pubblici per sinistri provocati dai randagi, di cui qualcuno purtroppo approfitta causando autentici salassi per i bilanci dei Comuni. È una sentenza che tiene conto finalmente della complessità del fenomeno del randagismo, sul quale l’Amministrazione comunale, supportata dalla Polizia locale, sta facendo un lavoro profondo, ottenendo risultati piuttosto confortanti. È evidente – conclude Fedele – che Asl e Comuni hanno responsabilità importanti sui randagi e sugli effetti che la loro presenza può avere per la sicurezza stradale, ma è importantissimo escludere una colpa automatica degli stessi in caso di sinistri».

Reimmissione in strada dei cani accalappiati. Lo stesso consigliere Fedele, un anno e mezzo fa, con l’aiuto dell’associazione “Mai più Randagio” ha seguito la reimmissione in strada di cani accalappiati, sottratti così ai canili dopo cure e sterilizzazione.