Nardò, prove generali di canditure pro e anti Mellone. Lanciate le prime liste con accenni di coalizione. E una “diffida”

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Nardò – Si scaldano i motori, con qualcuno che è già su di giri, per il rinnovo del Sindaco e del Consiglio comunale previsto per la prossima primavera. Ha  cominciato l’uscente Giuseppe Mellone a far scaldare le proprie truppe, centellinando con sapiente regia le prime candidature a sostegno. Poco dopo si sono mossi alcuni rappresentanti dei partiti di centrodestra e movimenti e  partiti dell’area di centrosinistra. La situazione è dunque in movimento.

Fino ad ora, le prime schiere della maggioranza uscente, che per strada ha perduto qualcuno ed è passata da un recente rimpasto di Giunta quasi per cominciare a contarsi, si è riproposto senza indugi Mellone, com’è nel suo carattere. Per “Andare oltre”, il suo movimento, sono pronti a candidarsi assessori e molti consiglieri uscenti. Infatti ecco la lista “Avanti Nardò” che fa riferimento al Presidente del Consiglio comunale Andrea Giuranna e ai consiglieri comunali Augusto Greco e Giuseppe Verardi.

Pronte le liste del Sindaco

“Obiettivo Comune” fa capo ai consiglieri comunali Cesare Dell’Angelo Custode e Giuseppe Alemanno, con presenza in Giunta di un assessore di riferimento, la new entry Nadia Manieri. Alle comunali 2016 questa lista era con l’uscente Marcello Risi, “Nardò per bene” guarda a Francesco Zuccaro, imprenditore e in passato dirigente locale di Azione giovani e An. Certa la presenza anche di “Libra” del vicesindaco Oronzo Capoti.

In campo dovrebbe esserci anche “Difendere Nardò”, con candidato Pier Paolo Giuri, leader locale del movimento di estrema destra CasaPound. Ma l’elenco dei gruppi civici, c’è da giurarci, non si fermerà certo qui, convinti come sono Mellone e i suoi di provare a ripercorrere la fortunata campagna di cinque anni fa, compreso lo slogan “fuori i partiti”.

Sulle tracce di un professionista moderato

Consapevoli di ciò, i partiti  Forza Italia, Fratelli d’Italia e Lega hanno messo le mani avanti: il centrodestra è questo e non rinuncia alle sue bandiere.  Esperienza per la verità già fatta nel 2016, quando Forza Italia per superare lo sbarramento antipartiti di Mellone, dovette accettare di chiamare la propria lista “Forza Nardò”.

In quest’ambito si sta lavorando con molta riservatezza per individuare un candidato di area moderata e credibile. Due le voci comunque in circolazione. La prima rimanda a Gabriele Onorato, commercialista senza precedenti politici o istituzionali. La seconda persona, anche questa da ancora convincere, corrisponderebbe ad un altro commercialista, impegnato in posti direttivi dell’Ordine professionale a livello regionale e nazionale.

Lanciato Tony Falangone

E’ stata l’associazione Nardò Bene Comune presieduta da Gaia Muci a lanciare la corsa di un avvocato quaratenne per Palazzo Personé. Si chiama Antonio Mauro Falangone, più noto come Tony, il candidato su cui sono arrivate le convergenze del Pd, del gruppo civico di Roberto My, Antonio Cavallo e Riccardo Leuzzi e di “Nardò progressista” coordinato da Alessandra Boccardo. L’invito di Gaia Muci pare aver avuto successo.

“Dal confronto con l’avvocato Tony Falangone abbiamo riscontrato assoluta convergenza su temi e idealità di fondo con particolare riferimento ai valori e principi della Costituzione democratica e antifascista, alla legalità, trasparenza amministrativa e lotta alla corruzione”, dichiara la leader di Nardò Bene comune.

Pd o Progetto democratico? Diffida a Cozza

Altri capisaldi di una bozza di programma la difesa dell’ambiente, lo sviluppo sostenibile, la promozione della “cultura in tutte le sue forme, la necessità di individuare efficaci politiche di salute pubblica e di contrasto alla povertà e alla marginalità sociale”. Con l’auspicio finale “che le forze politiche autenticamente democratiche, progressiste e liberali vogliano sostenerne la candidatura”.

Da registrare infine la candidatura a Sindaco annunciata da Giuseppe Cozza, presidente dell’associazione cittadina Officina. Cozza ha preannunciato anche il sostegno di alcune liste. Una si chiamerebbe “Pd” ma non è il partito nazionale ma sta per “Progetto democratico”. Partita la diffida dei dirigenti pd di Nardò.