Nardò, prorogata la chiusura del campo per i braccianti. Il 20 grande evento per ricordare i morti da fatica

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Nardò. Il “campo di accoglienza” in contrada Arene-Serrazze per i braccianti impiegati in agricoltura, non verrà chiuso domani (17 settembre), come era stato comunicato nel primo pomeriggio ma il 20 settembre prossimo. Questo il risultato di un incontro tra l’associazione “Diritti a Sud”, subito mobilitatasi insieme ad altri operatori volontari, e il Sindaco Marcello Risi e il suo vice Carlo Falangone.

Erano stati proprio gli attivisti di “Diritti a Sud” a lanciare l’allarme sulla imminente chiusura, preoccupati della presenza di una quarantina di braccianti nel campo di Nardò che sarebbero rimasti senza servizi. “Questa mattina i lavoratori che ci vivono – scrivono gli attivisti – sono stati informati della chiusura dalla polizia municipale di Nardò. Siamo stati avvisati di ciò dagli stessi lavoratori e nel primo pomeriggio ci siamo recati a verificare le presenze nel campo. All’interno del campo ci sono ancora circa venti persone ma ad usufruire dei servizi (acqua potabile, bagni chimici e docce) sono anche i ragazzi che vivono nella falegnameria occupata.Tra di loro – aggiungono i membri del sodalizio – ci sono persone che hanno un contratto di lavoro e che devono rimanere qui fino alla fine di settembre.Abbiamo segnalato anche che il ritiro della spazzatura è stato sospeso da 15  giorni”.
Anche la cooperativa “Rinascita”, tramite Anna Cordella, la coordinatrice del team di operatori sociali, fa sapere: “Il campo rimarrà aperto fino al 20 settembre, e Rinascita continuerà ad erogare i servizi”.

Entrambe le realtà sono coinvolte nella grande manifestazione “Schiavitù Schiavo io”, in programma per la giornata di domenica a Nardò. Oltre alle esibizioni ed alle esposizioni, spazio nel pomeriggio ad un momento di confronto con esperti della questione caporalato, e con le organizzazioni che hanno lavorato in questi anni sul problema a Nardò. A guidare la discussione ci saranno Enrico Pugliese, docente di Sociologia del lavoro presso l’Università La Sapienza di Roma, e Leo Palmisano, sociologo freelance, che si è occupato dei rapporti tra immigrazione e lavoro in Puglia. “Aderite con nome e cognome, senza simboli e bandiere” è l’appello dell’ideatore Mino De Santis, cui si aggiunge la provocazione degli organizzatori: “L’invito all’incontro è aperto anche a tutti i politici che, con carta e penna, per una volta potranno prendere appunti e scegliere di fare proprie le istanze partite dal basso”. Sul palco di Piazza Salandra, in serata, si alterneranno tre sezioni (cantautoriale, musica popolare, jam session con letture ed esibizioni teatrali), nelle quali saranno divisi i tanti artisti che (insieme ad associazioni e liberi cittadini) spontaneamente continuano ogni giorno a dare la propria adesione all’iniziativa. Durante la mattinata, invece, spazio alle letture (a tema, naturalmente) animate per i bambini.