Nardò – Intervenuti a metà dello scorso dicembre per una lite in famiglia che sembrava episodica, gli agenti della polizia di Nardò hanno scoperto una situazione di violenze domestiche subire dalla moglie 70enne ad opera del marito di cinque anni più anziano. E’ così scatta la misura cautelare di allontanamento dalla casa familiare dell’uomo. Il provvedimento lo ha emanato il giudice delle indagini preliminari del Tribunale di Lecce.

Gli agenti della volante del commissariato di Nardò, diretto da Pantaleo Nicolì, avevano notato che – ad di là dei motivi del litigio che aveva causato l’intervento del servizio 113 –  oltre all’evidente agitazione in quel frangente, l’anziana aveva evidenti escoriazioni e ferite che recava sul viso e sugli arti.

Rassicurata dalla presenza dei poliziotti, la vittima delle vessazioni aveva accennato e poi aveva trovato il coraggio di raccontare dettagliatamente i fatti violenti che l’avevano riguardata negli ultimi anni, da quando cioè il coniuge aveva cominciato a farle pressioni psicologiche per poi passare a vie di fatto, accecato dalla gelosia. Da lì una catena di violenze, soprusi ed anche minacce di morte.

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Significativo di questa ossessione dell’uomo il particolare della tapparella di una finestra della casa rimasta socchiusa che, agli occhi del marito geloso, era diventato un segno d’intesa rivolto a qualcuno. Davanti al terrore di rimanere di nuovo sola in casa con l’aggressore, i poliziotti  si erano adoperati per far abbandonare al marito il tetto coniugale.si adoperavano per farle abbandonare, momentaneamente, il domicilio coniugale. Due giorni fa è scattato il provvedimento ufficiale di allontanamento.

Tra gli altri elementi raccolti dalla polizia, anche il periodo abuso di alcol da parte del marito ed un bastone rinvenuto, sotto il letto: un attrezzo di legno lungo 60 cm e munito di 13 chiodi sporgenti ed acuminati che l’uomo si era fatto da sé. L’allontanamento urgente da casa prevede anche il divieto di avvicinarsi ai luoghi abitualmente frequentati dalla parte offesa e rispettando la distanza di 300 metri. Dovrà rispondere dei reati di maltrattamenti contro familiari e conviventi e lesioni personali aggravate.

 

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