Nardò, la necropoli neolitica di Serra Cicora acquistata dal Comune

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La stipula dell’atto d’acquisto

Nardò – Il pianoro di Serra Cicora, su cui insiste una necropoli di epoca neolitica fra le meglio documentate dell’Italia meridionale, è ora di proprietà del Comune di Nardò: l’acquisto, per una somma di 120mila euro, si è reso possibile grazie a un finanziamento della Regione Puglia nell’ambito dei contributi straordinari erogati ai Comuni per l’acquisizione di beni di notevole interesse culturale e sociale.

La stipula dell’atto con cui il Comune entra in possesso del sito è stata formalizzata in questi giorni dal notaio Stefania Monosi, alla presenza dell’assessore all’Ambiente Mino Natalizio, del dirigente dell’area funzionale n. 4 Nicola d’Alessandro e dei privati proprietari dell’area.

Il sito dall’alto

Tassello importante nel Distretto della preistoria 

Il pianoro di Serra Cicora domina un tratto di costa a poca distanza dalla baia di Uluzzo ed è una parte importante del Distretto della preistoria di Nardò. L’area archeologica, individuata nel 1995 grazie a una segnalazione del Gruppo speleologico neretino, è stata oggetto fra il 1998 e il 2005 di una campagna di scavi sotto la direzione della prof. Elettra Ingravallo dell’Università del Salento.

Riconosciuto come bene di interesse culturale dal Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo (Mibact), che lo ha sottoposto a vincolo nel 2013, il pianoro di Serra Cicora è una delle necropoli più interessanti del Sud Italia per lo stato di conservazione delle strutture, la complessità dei rituali attestati e la quantità di dati che lo studio di questo sito ha saputo fornire.

Reperti nell’area archeologica del pianoro

Volano per valorizzare il territorio sul piano culturale e turistico

Questo è un traguardo straordinario per la città di Nardò – commenta l’assessore Natalizio –, per la comunità neretina e per il Distretto della Preistoria, la cui dotazione oggi è certamente più ricca. Sono anni che aspettiamo questo giorno, da quando cioè abbiamo avuto la certezza dell’importanza delle testimonianze archeologiche”.

Abbiamo sfruttato l’opportunità di questi contributi straordinari della Regione Puglia, ottenendo risorse che sarebbe stato complicato reperire altrimenti. Compatibilmente con le esigenze di tutela, faremo uno sforzo in termini di valorizzazione e il territorio non potrà che essere ancora più attraente dal punto di vista culturale e turistico”.