Nardò – Si è tenuta ieri alle 17 nella sala Roma dell’ex seminario l’assemblea annuale degli oltre 200 volontari Caritas che operano nelle 66 parrocchie dei 18 comuni appartenenti alla diocesi di Nardò-Gallipoli: con una popolazione di 200mila abitanti, si fanno carico delle fasce deboli, che purtroppo sono in continua crescita: questo il dato allarmante emerso nell’incontro di oggi, al quale hanno partecipato anche gli assessori ai Servizi sociali di Aradeo e Nardò .

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Il Parlamentino “Più che un’assemblea in senso tradizionale, si è inaugurato un “Parlamentino” in cui potersi scambiare le proprie esperienze”, ha detto il neodirettore diocesano don Giuseppe Venneri (di Nardò), che sarà affiancato da don Dario Donateo (Parabita) come vice e dal diacono don Giorgio Crusafio jr (futuro prete il 27 dicembre prossimo).

Col nuovo corso, la Caritas diocesana si apre anche alle associazioni “che vivono a vario titolo la dinamica del servizio caritativo”, e precisamente le Acli (Associazioni cristiane lavoratori italiani), Agesci (Associazione guide e scout cattolici italiani), Azione cattolica italiana, Associazione comunità Papa Giovanni XXIII, Fraternità francescana serve del cenacolo, Movimento lavoratori di azione cattolica, oblate dei poveri di Santa Gianna Beretta Molla, Servi del Cenacolo, Sorelle terziarie cappuccine della Sacra Famiglia, Suore adoratrici del sangue di Cristo e Suore marcelline e anche “a tutti gli uomini di buona volontà che vogliano condividere con noi la nostra stessa esperienza”, ha precisato don Giuseppe Venneri, per poi passsare alla motivazione del titolo dell’assemblea tratto dal Vangelo di Matteo.

Raccontare il bene evidenzia che l’uomo è ancora capace di accogliere i fratelli in difficoltà, che la comunità credente, la Chiesa, si sforza sempre di rendere visibile il Regno di Dio qui e ora e che prendersi cura delle membra sofferenti del popolo di Dio vuol dire accogliere Gesù che predilige sempre i poveri, gli ultimi, chi è vittima dell’ingiustizia. Raccontare e raccontarsi, condividere e promuovere la solidarietà e la sussidiarietà, compartecipare ed essere lievito vivo nel territorio per attivare sinergie che servono alla promozione integrale dell’uomo nel pieno spirito della funzione pedagogica della Caritas”, ha detto don Giuseppe Venneri.

Il punto della situazione e dei bisogni Intanto questo è il punto della situazione: sono tre le mense operative in diocesi, a Nardò, Casarano e Gallipoli, con oltre 150mila pasti all’anno e con i 2/3 dei fruitori del posto: solo una residua parte sono immigrati. In diocesi esiste anche un Centro di “seconda accoglienza” Caritas, a Gallipoli, presso la parrocchia Sant’Antonio di Padova (parroco e direttore del centro don Salvatore Leopizzi), “AgaPolis” il nome, che offre 18 posti-letto a notte, riservati solo a persone di sesso maschile (migranti, e gente del posto con temporanei problemi abitativi) durante l’estate; dal 2019, se ci saranno i fondi, la struttura potrebbe essere operativa tutto l’anno.

Altre importanti iniziative della Caritas sono il Prestito della speranza e il Progetto Policoro: per le giovani coppie in difficoltà o per chi voglia intraprendere qualche attività lavorativa, la Caritas dà una mano: in soli tre  anni – rendendosi garante presso le banche convenzionate – ha già consentito l’erogazione di prestiti per 30 milioni di euro (il badget complessivo di Caritas italiana è invece di 160 milioni). Ora, per problemi di bilancio, queste provvidenze sono state sospese: prosegue invece, di esclusiva competenza della diocesi, il Fondo San Giuseppe da Copertino, istituito a tutela delle famiglie senza casa o perché colpite da intimazione di sfratto o abbisognevoli di cure mediche: “E’ triste dover constatare – ha commentato  don Giuseppe Venneri – che la stragrande parte delle emergenze è causata dalla mancanza o dalla perdita del posto di lavoro”. Sempre a livello diocesano, c’è pure il Fondo Genesi, grazie ad una convenzione con Unicredit banca.

Questo il programma per il prossimo anno: una maggiore attenzione al territorio con l’apertura nei 18 Comuni della diocesi di un Centro di ascolto cittadino, e in affiancamento ad esso, di uno Sportello dei servizi, con lo scopo di fornire, tra l’altro, assistenza in ambito legale e fiscale. E’ prevista pure la creazione di una rete tra le “opere-segno” (ovverossia le tre mense di Nardò, Gallipoli e Casarano e il Centro di seconda accoglienza “AgaPolis” di Gallipoli). Al già presente servizio civile nazionale (nel 2018 ne hanno fruito otto ragazzi) si aggiungerà il servizio civile “universale”, che consentirà di accreditare giovani all’estero, in particolare in terra di missione. E per finire, sarà realizzato un giornale diocesano, in cui far confluire tutte le informazioni.

L’assemblea si è conclusa, nell’adiacente cattedrale, con la celebrazione del Vespri presieduta dal vescovo della diocesi, mons. Fernando Filograna.

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