Nardò, il Tar respinge il ricorso dei tifosi: cinque anni lontani dagli stadi

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Una immagine del filmato dei carabinieri girato durante la gara a Francavilla Fontana
Una immagine del filmato dei carabinieri girato durante la gara
a Francavilla Fontana

Nardò. Non torneranno allo stadio i sei tifosi neretini che lo scorso dicembre sono stati sottoposti a Daspo di gruppo (primo caso in Puglia) dopo scontri verificatisi un mese prima allo stadio di Francavilla Fontana per una partita di Coppa Italia dilettanti. Lo scorso 9 aprile il loro ricorso al Tar è stato infatti rigettato. Tra i supporter puniti dalla magistratura compare Michele Piccione, figura di spicco della tifoseria. Il 34enne neretino è stato il fondatore, nel 2002, dei “South Boys”, frangia giovanile del tifo granata. Per lui la condanna più pesante: cinque anni lontano dallo stadio con obbligo di firma.

Alla vigilia della sentenza Piccione aveva respinto l’accusa di travisamento, reato in cui incorre chi durante manifestazioni pubbliche indossa caschi o altro per impedire il proprio riconoscimento. «Quel giorno allo stadio – ha spiegato – mi sono fatto immediatamente identificare dai carabinieri, abbassando spontaneamente la sciarpa. Durante la partita sono stato più volte inquadrato dalle telecamere: ero sempre a volto scoperto». Confermati anche gli altri provvedimenti: quattro anni di divieto d’accesso ad eventi sportivi per due tifosi granata; tre anni a testa per gli altri tre.