Nardò, il centro senz’auto: tra comitati e precisazioni si fanno strada alcuni correttivi

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Nardò – «La zona a traffico limitato nel centro storico è una battaglia di civiltà che, noto in questi giorni con dispiacere, qualcuno sta cercando di “far saltare” sfoderando tutte le armi possibili, politiche e non»: ad affermarlo è l’architetto Giovanni De Cupertinis (foto) nella doppia veste di residente e fondatore, nel 2009, di un comitato civico che per anni ha chiesto a tutte le amministrazioni comunali succedutesi l’attivazione di una ztl nella città vecchia.

Adesso che vede realizzarsi il suo sogno (dall’1 febbraio in tutto il centro storico è attiva la zona a traffico limitato ogni giorno 24 ore su 24), De Cupertinis assiste alla nascita del “partito anti-ztl”, che da settimane chiede al Comune che la zona a traffico limitato venga rivista per garantire, almeno in determinate fasce orarie, l’ingresso libero nel centro storico anche agli automobilisti non residenti. Portavoce di tali istanze sono ad oggi un’associazione, un neonato comitato civico e diversi commercianti (nelle foto De Cupertinis e via Duomo).

«Ci sono voluti decenni – ricorda il professionista – per arrivare a dove siamo oggi. Ho ancora vivo nella mente il ricordo di ciò che era via Duomo dopo il crollo del 1991, le manifestazioni dopo la riapertura organizzate con le famiglie per mantenere area pedonale quei “maledetti” trenta metri. Pensate che folli visionari eravamo all’epoca: volevamo “solo” trenta metri di area pedonale per consentire lo sviluppo di attività commerciali capaci di far rinascere il centro storico e stroncare definitivamente l’abitudine di “spaccare la piazza” in auto”.

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Passo dopo passo “Pensate invece – sottolinea l’architetto – a com’è oggi via Duomo, con attività avviate e altre che stanno per aprire. Pensate alle famiglie italiane e straniere che hanno deciso di acquistare una casa per ristrutturarla e viverci o per investire». De Cupertinis si rivolge  agli oppositori dell’attuale ztl: «Con anni di battaglie siamo riusciti dapprima ad avere un’area monumentale, adesso finalmente un’intera ztl. Ma proprio in questi ultimi giorni ecco riaffiorare, come un film già visto, opinionisti tuttologi di ogni sorta. La storia li giudicherà”.

“Al netto di tutti gli aggiustamenti che si potranno avere – conclude l’antesignano del centro storico senz’auto – se qualcuno pensa davvero di riaprire il centro storico alle auto alimentando paure nei cittadini, ha davvero fatto male i conti».

A proposito di “aggiustamenti”, da ambienti vicini alla maggioranza di Palazzo Personè trapela l’intenzione di qualche modifica all’attuale zona a traffico limitato, complici probabilmente diverse pressioni di commercianti e non solo. Tali novità potrebbero essere presto portata in Consiglio comunale.

Marco Raho, tra Andrea Giuranna e Andrea Barone in una foto del 2015

“Parcheggi in piazza Salandra? Mai” Di comitato in comitato, è nuovamente intervenuto nel dibattito anche Marco Raho, in queste ore chiamato in causa. Raho, giovane imprenditore e titolare di un locale nel centro storico, presiede il neonato “Comitato centro storico” e con altri commercianti e professionisti chiede al Comune che la ztl venga rivista e sia “meno drastica” nei confronti degli automobilisti non residenti. Tra i “pro ztl” subito qualcuno ha “ricordato” a Raho una sua vecchia presa di posizione datata 2015.

All’epoca infatti il giovane imprenditore, attivista politico di “Riprendiamoci Nardò”, si schierò contro i parcheggi selvaggi in piazza Salandra (non era ancora stata attivata la ztl attorno all’area monumentale, ndr). Il giovane imprenditore replica così: «Si tratta – dichiara – di illazioni e informazioni false e fuorvianti. Mai questo comitato ha chiesto un’apertura totale del contro storico e mai si chiederebbe una modifica della zona monumentale, già chiusa al traffico da diversi anni. Le reali problematiche sono altre».

 

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