Nardò – Giordano e Pasquale sposi: si è celebrata il 9 gennaio a Palazzo Personè la seconda unione civile nella storia della città. Neretino doc Giordano, originario di Monopoli invece il compagno Pasquale. A celebrare le nozze è stato il Sindaco Giuseppe Mellone, che così ha salutato gli sposi dopo la cerimonia svoltasi in Comune: «Questa mattina ho celebrato l’unione civile tra Giordano e Pasquale, due amici che conosco da tempo e a cui sono legato da sentimenti di stima profonda e affetto. A loro il mio augurio più sincero di felicità incondizionata. L’amore è la cosa più bella del mondo. In tutte le sue forme».

La seconda unione civile Come detto, quella tra Giordano e Pasquale è la seconda unione civile celebrata a Nardò. La prima, vero e proprio “appuntamento con la storia”, è datata 6 dicembre 2016, quando a sposarsi sono stati Cosimo e Gerardo (originario di Molfetta il primo, neretino il secondo). In entrambi i casi l’“officiante” di Palazzo Personè è stato il primo cittadino Giuseppe Mellone, insediatosi nel 2016 pochi mesi dopo l’approvazione definitiva della nota Legge Cirinnà, che permette a persone maggiorenni dello stesso sesso, sia italiane che straniere, di chiedere l’unione civile.

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Un curioso aneddoto lega uno dei neo sposi, il neretino Giordano Greco, all’iter che ha portato il Comune a dotarsi, nel 2014, del registro delle Unioni civili. Greco infatti, coetaneo del Sindaco, è stato fino all’anno scorso solerte attivista del Movimento Cinque Stelle nonché tre anni fa candidato grillino al Consiglio comunale, andando allo scontro proprio contro l’attuale primo cittadino. Nel giugno 2014 il meetup neretino dei Cinque stelle protocollò in Comune la richiesta di istituzione del registro delle unioni civili: tra i firmatari di quell’istanza c’era anche Giordano Greco.

Pochi mesi dopo (novembre 2014) l’Amministrazione comunale guidata da Marcello Risi portò in aula quel tema su iniziativa di due consiglieri comunali della maggioranza dell’epoca: Daniele Piccione (oggi capogruppo Pd a Palazzo Personè) e Maria Antonietta Coppola. L’approvazione non mancò ma, di aneddoto in aneddoto, va ricordato che all’istituzione del Registro delle Unioni civili la città giunse dopo lunghi dibattiti e con qualche sorpresa. Si pensi al gesto di un giovane consigliere comunale di centrosinistra che abbandonò l’aula al momento del voto. Atteggiamento opposto a quello di un altrettanto giovane consigliere che, seppur dai banchi dell’opposizione, sostenne fermamente l’istituzione del Registro: si trattava proprio dell’attuale sindaco.

 

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