Nardò e le sue marine scalpitano per il post Coronavirus: “La fase di rilancio è già avviata”

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Nardò – La Nardò del turismo scalpita ed è in attesa di disposizioni precise da parte delle istituzioni in merito alla riapertura delle strutture ricettive e allo sblocco della mobilità: gli addetti ai lavori si preparano a sfruttare al meglio il pezzo di stagione che va da luglio in poi, tra prenotazioni disdette, necessario adeguamento dell’offerta e speranze di salvare il salvabile.

Già tutto pronto per ripartire al Grand Hotel Riviera, elegante struttura da ben 300 posti letto sul litorale che collega Santa Maria al Bagno (nella foto) e Santa Caterina. «Ci stiamo organizzando e preparando, l’obiettivo è farci trovare pronti», dice Simone Carena (foto), direttore dell’hotel che l’anno scorso ha registrato 35mila presenze da 55 nazionalità diverse. «Noi saremo tra i primi a riaprire, il 22 maggio – annuncia – allineati alle indicazioni date a livello nazionale, con i protocolli Oms personalizzati, in alcuni casi ancora più restrittivi su staff, gestione degli ospiti e dispositivi di sicurezza. È un messaggio importante da dare – sostiene Carena – si può riaprire, lavorare, organizzarsi. Non dobbiamo reinventare, ma adattarci con l’offerta dei servizi».

“Dipende tutto dall’andamento delle curve di contagio”

Nodo cruciale sarà la riapertura dei confini trans-nazionali: “La nostra percentuale di pubblico straniero è considerevole, anzi in alcuni mesi addirittura prevalente con picchi dell’80-90 percento. Nei mesi di marzo, aprile e maggio è andato ovviamente tutto perso, i milioni di euro che sarebbero stati spesi in questo periodo non saranno recuperabili, ma la questione ha un’eco nazionale ed è per tutti così». La struttura è una “4 stelle Superior” ed è stata riaperta nel 2016 dopo oltre un decennio di abbandono, ed oggi è gestita insieme ad altre dieci strutture dalla Cds Hotels: «La stagione è fortemente compromessa, ma abbiamo iniziato un percorso di rilancio del territorio che sicuramente sarà rallentato ma non si può fermare».

In attesa anche le strutture più piccole: «Finora siamo stati chiusi – dice Jacopo Vaglio di Relais Palazzo Vaglio (foto) – e stiamo aspettando le disposizioni sulle precauzioni da prendere». Prima parte della stagione, ovviamente tutta da dimenticare. «Tra maggio e giugno – spiega Vaglio – abbiamo già ricevuto una decina di disdette. Qualcuna è rimasta attiva per agosto e settembre: noi lavoriamo tutto l’anno, non solo nella stagione estiva». Il Relais conta un totale di diciotto posti letto con un abbondante 30 percento di utenti stranieri. «Sono abbastanza disilluso – confida l’amministratore – ma speriamo nella riapertura delle Regioni per recuperare qualcosa. Sappiamo però che dipende dalle curve».

Pesa molto la clientela straniera

Ma l’incertezza ha tante forme, come conferma Danilo Ciccarese, titolare di Salento Boutique Room a Sant’Isidoro: «Non sappiamo ancora bene come comportarci, abbiamo registrato molte disdette per giugno e abbiamo ancora aperta qualche prenotazione per luglio, che non possiamo ritenerle ancora attendibili perchè – dice Ciccarese – possono essere annullate fino a 14 giorni prima». Il pubblico straniero pesa almeno sulla metà del bilancio: «Un buon 50 percento – stima il gestore – che difficilmente si potrà compensare con gli italiani. Siamo incerti su tutto».

«Tutto dipende da quando riprenderà la mobilita inter-regionale», sostiene anche Antonio Micali, insieme alla moglie responsabile dell’Ufficio informazioni turistiche nella centralissima piazza Salandra nonché dell’agenzia viaggi “Turismo d’autore”. «Sulle visite guidate abbiamo registrato disdette anche fino a settembre da parte dei turisti stranieri – afferma Micali – e il periodo da marzo a giugno è quello principale per questo pubblico. Al momento è tutto azzerato, lo sblocco del movimento delle persone potrebbe far operare per salvare almeno un po’ della stagione, ma le aziende stanno già programmando per il 2021. Si attende – aggiunge – quella fetta di turismo balneare italiano che già prima spesso arrivava last minute, ora ancora di più».