Nardò, dopo referendum al veleno tra Loredana Capone e Lorenzo Siciliano

2021

NARDÒ. “L’ora della responsabilità. Ora si apre la sfida più difficile per il nostro Pd. Dobbiamo lavorare, a tutti i livelli, per Uniree non per dividere,con Rispetto e senza arroganza, con spirito di Squadra, non esacerbando conflitti”scrive nella rete web sociale Loredana Capone, assessore regionale ed esponente di spicco dei democratici salentini. E riprende a sanguinare la ferita ancora aperta, dalle elezioni comunali di fine primavera, nel Pd neretino.”Cara Loredana quel “nostro Pd”, risparmiacelo – replica secco Lorenzo Siciliano, consigliere comunale pd all’opposizione – . Parli proprio tu di unità del pd che vai a Bruxelles, dialoghi e stringi rapporti con il Sindaco di Casa Pound, Mellone. Ti ricordo che noi, a Nardò, come gruppo consiliare del Partito Democratico siamo all’opposizione”. E Capone di rimando immediato: “Io vado a Bruxelles chiamata dalla Commissione a rappresentare ” buone prassi ” a livello europeo della Regione Puglia in materie che la riforma voleva sottrarre alle Regioni! Mellone è il sindaco di Nardò, mi sbaglio? Io l’ho conosciuto dopo la sua elezione, giacché come sai, ho votato con tutti gli amici, alcuni anche candidati, Marcello Risi. Noi trattiamo con rispetto tutti i Sindaci di tutta la Regione! E se sono a Bruxelles per motivi istituzionali li salutiamo O non dovremmo?”. Nella replica altro velenoso retroscena: “Loredana, la toppa è peggio del buco. Lo sanno anche le pietre che Emiliano ha spinto per Mellone a Nardò e vorrebbe, oggi, Delli Noci a Lecce. Siamo seri”.