Museo e Acquario del Salento

Nardò – Oltre 20mila visitatori in un anno. Il Comune “fa la conta” delle presenze registrate nel 2018 dai musei neretini e festeggia i risultati parlando di “rete museale cittadina” e “sistema-musei”. Una decina le strutture oggi attive in città, alcune delle quali ad accesso gratuito, altre con biglietto d’ingresso: Museo della Memoria e dell’Accoglienza, Acquario del Salento, Museo della Preistoria, Museo del Mare antico, Museo della Città e del Territorio, Museo della Civiltà contadina, Museo archeologico dei Ragazzi, Ecomuseo dell’Archeologia costiera, mostra permanente su Vittorio Bodini, Museo della Speleologia e del Sottosuolo e infine, non comunale ma di proprietà della Chiesa, il Museo diocesano.

Le “performance” di alcune strutture. All’Acquario del Salento di Santa Maria al Bagno, che ospita pesci e altre forme di vita tipiche delle acque dei nostri mari, sono stati staccati 7.705 ticket d’ingresso (di cui 3.623 provenienti da scuole di tutta Italia). Sempre a Santa Maria al Bagno, il Museo della Memoria e dell’Accoglienza raccoglie le testimonianze dei profughi ebrei che tra il 1943 e il 1947 trovarono ospitalità a Nardò: nel 2018 la struttura ha registrato 4.373 visitatori (anche da Israele, Canada, Stati Uniti, Svizzera, Francia e Australia), di cui 2.712 scolari e studenti. Passando dalle marine al centro storico, il Museo della Preistoria ospitato nel chiostro di Sant’Antonio espone reperti di ricerche archeologiche condotte dagli anni Sessanta in poi a Portoselvaggio e ha contato nel 2018 2.972 ingressi, di cui 540 durante eventi e laboratori didattici.

Il Museo della Preistoria a Nardò

Per quanto riguarda i contenitori ad accesso gratuito, a Palazzo di città il piano ammezzato del castello ospita il Museo della Città e del Territorio che, seppur aperto nel giugno 2018, ha già fatto registrare oltre mille presenze, di cui 300 da regioni del Nord Italia e un centinaio da Paesi europei ed extraeuropei. Il Museo, che consta di quattro sale, è sede di un percorso sulla storia di Nardò dal periodo romano all’età contemporanea. In un’altra area del medesimo castello (torrione laterale di Palazzo Personè) si trova infine il Museo della Civiltà contadina dedicato ad arti, mestieri e tradizioni popolari della Nardò che fu. In questo caso il museo ha fatto registrare circa 4mila ingressi.

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Rete museale, un parto travagliato. Era l’autunno del 2017 quando Pinuccio, noto inviato pugliese del tg satirico “Striscia La Notizia”, giunse a Nardò per documentare la numerosa presenza di musei locali che però… erano chiusi. Ad “affrontare” l’inviato di “Striscia” in quell’occasione fu il vicesindaco Oronzo Capoti, il quale puntò l’indice contro la precedente Amministrazione, ma al contempo garantì ai microfoni di Canale 5 che in breve tempo i musei neretini sarebbero stati aperti (o riaperti, in alcuni casi). E così è stato: un anno fa, a gennaio 2018, Pinuccio e “Striscia La Notizia” sono tornati in città per verificare il mantenimento della promessa dei mesi precedenti. In quell’occasione l’inviato di “Striscia” ha documentato il buon funzionamento dei musei cittadini.

Facciata del Museo della Memoria

Sindaco e assessori: “Sinergia efficace e gestione finalmente moderna”. «Non ci sono i musei ma c’è la rete museale – dichiara oggi il Sindaco Giuseppe Mellone – che è un “percorso” unico sul quale abbiamo costruito un’efficace sinergia che ha l’obiettivo di migliorare costantemente i servizi. Una rete culturalmente di qualità ed economicamente sostenibile, gestita finalmente in modo moderno, che piace tantissimo, come i numeri dimostrano». Sui numeri si sofferma anche Mino Natalizio, assessore comunale con delega ai Musei: «Ci fanno piacere perché è un’altra conferma del gran lavoro che stiamo facendo sulla rete, che ha poco più di un anno di vita e necessita ancora di miglioramenti organizzativi e manageriali, o sulla visibilità. Ringrazio i gestori di ogni museo e il Gal Terra d’Arneo». Per l’assessore al Turismo Giulia Puglia «quello dei musei è un argomento strettamente connesso al turismo, e il dinamismo della rete museale ha ripercussioni estremamente positive. I nostri musei, peraltro – conclude la più giovane esponente della giunta Mellone – per numero e valenza culturale e scientifica sono un fatto non consueto in una città di queste dimensioni».

Cifre e un calendario promozionale. Oltre all’aspetto culturale, non va ignorato quello economico: la neonata rete museale rappresenta oggi per Nardò un interessante mercato. Pur essendo infatti solo al suo primo anno di vita e con diverse strutture non ancora molto note e altre gratuite, grazie ai biglietti d’ingresso il ricavo complessivo nel 2018 è stato di circa 60mila euro. Nel frattempo, per continuare a pubblicizzare la rete museale neretina l’Amministrazione comunale le ha appena dedicato un calendario, in distribuzione in questi giorni, associando le foto dei musei a ogni mese del 2019.

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