Nardò, bilancio degli oppositori a Mellone: “Spese telefoni, luce e avvocati alle stelle; opere – tranne l’Incoronata – a zero”

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Nardò – Due anni di amministrazione Mellone, bilancio fallimentare e democrazia a rischio. È, in sintesi, il contenuto dell’accesa conferenza stampa di fine anno che i sei consiglieri comunali di minoranza a Palazzo Personè (Daniele Piccione e Lorenzo Siciliano per il Pd; Roberto My per Art.1-Leu, Carlo Falangone per Sinistra italiana, Paola Mita per Forza Italia e l’indipendente Giancarlo Marinaci) hanno tenuto in mattinata nel Chiostro dei Carmelitani.

Aumentate le spese oer telefoni ed energia elettrica Il capogruppo del Pd, Daniele Piccione, apre le danze. «Per questa conferenza stampa avevamo chiesto l’aula consiliare – esordisce – e ci è stata negata da un presidente del Consiglio che non è al di sopra delle parti». Poi largo ai giudizi, negativi, sull’attività amministrativa: «Non ci sono disponibilità economiche per pagare le imprese che hanno svolto servizi per il Comune – dichiara il capogruppo dem – mentre le tasse sono ancora al massimo: il sindaco non le ha abbassate di un centesimo nonostante quand’era all’opposizione le definisse “le più alte d’Italia”. Idem per spese telefoniche e per l’energia elettrica: in campagna elettorale Mellone parlava di spending review e risparmio possibile ma i dati dicono tutt’altro». Secondo i dati forniti dalle opposizioni, le spese telefoniche sono passate da 226.071 euro l’anno scorso a 378.495 di quest’anno; spese per l’energia elettrica da 357.703 a 730.351.

Il manifesto “boicottato” Il consigliere del Pd, appena nominato dal Presidente della Provincia Stefano Minerva, delegato alla Tutela e alla valorizzazione dei Parchi e dell’Agricoltura, rivela un altro episodio di questi giorni: «Abbiamo commissionato un manifesto protocollando regolare richiesta e ancora oggi non è stato affisso, di fatto bloccato dall’ufficio tributi. Andremo dai Carabinieri a chiedere chiarimenti – preannuncia Piccione – e già alla prima giornata utile, il 27 di questo mese, saremo all’Ufficio Tributi a capire perché ancora oggi non è stato affisso. Succede spesso che i nostri manifesti vengano bloccati».

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Pure le spese legali in aumento Di incarichi esterni parla il suo collega di partito Lorenzo Siciliano: «Incarichi elargiti come acqua fresca. Siamo al tragico, sia per la spesa affrontata dall’ente sia per l’opacità di tali incarichi. Con quelli legali esterni – “conteggia” Siciliano – siamo a quota 136mila euro, di cui 74mila a un singolo avvocato. Tra l’altro si tratta di cause promosse dall’Amministrazione Comunale (lampade votive, ecc.), non di casi in cui è il Comune a doversi difendere da giudizi promossi dal privato. L’ultimo incarico – prosegue Siciliano – è stato appena assegnato a un componente del direttivo del circolo di Nardò di Andare Oltre, il movimento del sindaco (il geometra Antonio Filoni, ndr)».

La prima volta di Mita dall’opposizione Alla conferenza stampa ha partecipato anche la consigliera comunale forzista Paola Mita, da poche settimane all’opposizione. «Ho sostenuto Mellone – ha spiegato l’ex vicepresidente della Provincia – perché avevamo un programma di città diverso da quello che si sta realizzando. Lo faccio a distanza di così tanto tempo perché ritenevo ancora possibile un cambiamento, che però non si può avere se si parla coi muri. A parte in due o tre casi – accusa l’ex melloniana – nei miei due anni in maggioranza non c’è stata condivisione dell’azione di governo. Da un anno a questa parte erano quasi tutte delibere di Giunta. Come consigliera di maggioranza venivo a conoscenza delle delibere o dagli organi di stampa o quando mi venivano recapitate».

Ancora frutti dall’Amministrazione Risi L’ex vicesindaco Carlo Falangone difende la precedente Amministrazione: «Per quanto riguarda i lavori pubblici – dichiara – i cantieri oggi presenti in città, a parte la demolizione in zona Incoronata (costata 160mila euro, ad oggi cumulo di macerie e non ancora parco pubblico), sono quelli messi in piedi dalla passata Amministrazione comunale: vedi la scuola di via Marzano e il Chiostro dei Carmelitani, opere partite con l’Amministrazione Risi e che ora stanno per vedere il loro completamento. Abbiamo poi risanato un bilancio che stava portando la città in dissesto. Gli attuali amministratori si son ritrovati con un bilancio risanato che stanno indebitando, tant’è che per un’opera stanno facendo un mutuo e hanno pure venduto la farmacia comunale. Mi auguro che la platea dei consiglieri di minoranza – è l’auspicio di Falangone – possa aumentare: la città deve avere uno scatto d’orgoglio».

La butta sul sarcasmo invece il consigliere comunale Giancarlo Marinaci, che porge gli auguri “alle aziende che hanno collaborato col Comune e ancora oggi non hanno preso soldi; alle neomamme che partoriranno a Nardò (ironico riferimento all’annuncio di Mellone che aveva promesso in un comizio l’attivazione di un punto nascite a Nardò) e auguri al presidente Emiliano che ci riaprirà l’ospedale». «Discarica, canale Asso, reflui di Porto Cesareo, Sarparea e salute pubblica con un ospedale che non c’è più e solo Mellone si ostina a definire tale: ecco, mi auguro che più che i consiglieri comunali di maggioranza, siano i cittadini ad avvedersi»: è il laconico commento di Roberto My.

Il caso “Moccia” La difesa dell’Alberghiero del “Moccia”  Infine, la speranza che l’istituto superiore “Moccia” tramite una battaglia bipartisan venga salvato da una sorta di riordino scolastico che vedrebbe l’istituto neretino “soccombere” a vantaggio di Gallipoli. dove dovrebbe nascere un indirizzo di enogastronomia e turismo. In chiusura, la minoranza è tornata sulla questione dell’aula consiliare “Renata Fonte” negata all’opposizione per tenere la conferenza stampa: “Secondo il Presidente del Consiglio Andrea Giuranna – accusa Siciliano – l’aula non può essere utilizzata per attività non istituzionali, che non siano affini a quelle del Consiglio Comunale. Una motivazione chiaramente risibile e patetica poiché l’anno scorso per analoga conferenza stampa di fine anno abbiamo utilizzato quell’aula, nella quale si è tenuto di tutto (iniziativa con Ilaria Cucchi, ecc.). Il motivo vero – è l’attacco finale – è questo: non vogliono concedere spazi perché pensano che il Comune sia appartamento privato del sindaco e dei suoi amici, logica indegna per una città democratica».

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